I tagli al personale della pubblica amministrazione possono aspettare. Almeno fino al 31 maggio prossimo. Lopera di riorganizzazione degli uffici pubblici statali; voluta dallarticolo 74 della manovra estiva (decreto legge 112) e che si sarebbe dovuta completare entro la fine di novembre, guadagna, invece, altri cinque mesi. Lo slittamento è arrivato, a tempo ormai scaduto, con il milleproroghe (decreto legge 2072008) entrato in vigore il 31 dicembre. Si tratta di un vero e proprio salvataggio, perché i ritardatari rischiavano di andare incontro alla "sanzione" prevista dalla manovra estiva: alle amministrazioni inadempienti è, infatti, vietato fare assunzioni «a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto». Un vincolo che avrebbe colpito molti uffici, perché finora pochi si sono riorganizzati. Almeno nel settore dei ministeri che, date le dimensioni, sono quelli che più fanno fatica a mettere mano alle loro strutture, in particolare se si tratta di ridurre - in nome dellefficienza e del risparmio - tutti i posti: da quelli degli alti dirigenti agli addetti dei livelli più bassi. Se si eccettuano i ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture, dellIstruzione e dei Beni culturali, gli altri dicasteri sono ancora al lavoro. I primi tre sono stati favoriti dal fatto che dovevano comunque procedere alla riorganizzazione dopo gli accorpamenti dettati dalla nascita del Governo Berlusconi: lo Sviluppo economico è stato, infatti, unito con le Comunicazioni e il Commercio internazionale; le Infrastrutture con i Trasporti; la Scuola con lUniversità e ricerca. I criteri introdotti dalla manovra estiva sono, dunque, stati adottati in corso dopera, con tagli del personale, e dunque della spesa, consistenti. Il ministero dellIstruzione conta di risparmiare circa 45 milioni di euro, seguito a ruota da quello delle Infrastrutture e dei trasporti, che ha messo in conto economie per oltre 42 milioni. Per il dicastero dello Sviluppo economico il taglio a regime è di più di 26 milioni (si veda la tabella: agli importi indicati vanno aggiunti i risparmi derivanti dalla riduzione delle spese strumentali e di funzionamento). Proprio per lo Sviluppo economico il processo di riorganizzazione si è già concluso (il regolamento è stato pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" 294 del 17 dicembre) ed è diventato operativo ili gennaio, mentre per le Infrastrutture e lIstruzione il traguardo è prossimo: Parlamento, Consiglio di Stato e Governo hanno, infatti, dato il via libera. Il riassetto dei Beni culturali è, invece, ai primi passi: il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento il 18 dicembre e ora il provvedimento deve superare il vaglio delle commissioni parlamentari e di Palazzo Spada. Situazione simile anche per il ministero del Welfare, che ha già approntato il regolamento e si prepara a sottoporlo a Palazzo Chigi: rispettate le soglie dei tagli, con una riduzione della spesa complessiva pari al 10 per cento. Ancora di là da venire è invece la riorganizzazione del ministero della Difesa: «Il regolamento è stato elaborato e predisposto, ma è in fase di concertazione interministeriale», fanno sapere dal dicastero. In corso dopera anche la risistemazione degli altri ministeri così come quella della presidenza del Consiglio. «Abbiamo avviato la procedura di riduzione del personale e degli uffici preposti e stiamo elaborando il regolamento, ma il riassetto non è ancora completato; speriamo di concluderlo a breve», fanno sapere dal Viminale. Diversa la situazione degli Affari esteri, che ha già provveduto recentemente, con il Dpr 258 del 2007, a effettuare una riduzione e razionalizzazione delle strutture dirigenziali. Parallelamente, la Farnesina ha avviato un piano di ristrutturazione della rete diplomatica, consolare e degli istituti di cultura allestero, per soddisfare contemporaneamente lesigenza di razionalizzare lutilizzo delle risorse scarse e migliorare il servizio reso ai cittadini italiani allestero.
Ministeri in ritardo, i tagli possono aspettare
Il governo ha deciso di rimandare il termine per la riorganizzazione degli uffici pubblici statali, prevista dalla manovra estiva, fino al 31 maggio prossimo. La decisione è stata presa con il milleproroghe (decreto legge 207/2008) e consente alle amministrazioni di evitare la "sanzione" prevista dalla manovra estiva, che avrebbe vietato le assunzioni a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. I ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture, dellIstruzione e dei Beni culturali sono stati favoriti dalla necessità di procedere alla riorganizzazione dopo gli accorpamenti del Governo Berlusconi.
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