Spunta un nuovo progetto per realizzare l'"Agropark delle colline moreniche", quel territorio che rappresenta l'ultimo ambiente agricolo e boschivo originario, di grande interesse idrogeomorfologico e storico-paesaggistico, sopravvissuto allo sviluppo edilizio, nell'alta pianura friulana alla periferia nord di Udine. Un paesaggio rurale autentico ricco di valori bioecologici, agro-turistici, culturali e quindi produttivi e qualitativi per le attività educative, ricreative, le gite in bici fuori porta che gli udinesi stanno riscoprendo. Il Fai (Fondo per l'ambiente italiano) del Fvg, che conta oltre ottocento soci grazie all'intensa attività della presidente Laura Stringari Cominotti, si è riunito per Natale al "Zuc di Fontanabona" a sostegno in primis del Museo di storia contadina (affinché prosegua la sua attività a favore delle tradizioni delle campagne, come evidenziato dalla curatrice, Marta Mauro Stefaninini), e per lanciare a livello regionale l'idea progetto dell'architetto Roberto Pirzio-Biroli. Ne parliamo qui sotto mentre accanto ospitiamo un bellissimo intervento dello scrittore Paolo Maurensig a sostegno dell'impegno del Fai. Pirzio-Biroli ha inquadrato l'Agropark della zona morenica nell'ambito dei programmi europei Interreg IV C che, come è stato illustrato nella conferenza svoltasi a Fontanabona, si estende da Tricesimo a Ragogna fino ai piedi, a nord, dei 27 chilometri di dorsale collinare ad andamento semicircolare, come appunto un anfiteatro. Un anfiteatro rivolto verso la spettacolare conca di Osoppo e lo squarcio della valle del Tagliamento-Fella nella monumentale geo-architettura della catena alpina, antica e leggibile traccia del ghiacciaio carnico che con l'acqua di fusione ha trascinato e abbandonato durante le espansioni glaciali le rocce erose formanti l'arco collinare che si innalza tra Ragogna, San Daniele, Arcano, Fagagna, Moruzzo, Brazzacco, Lauzacco, Pagnacco, Leonacco, Tricesimo e Billerio, le cui quote maggiori arrivano a 300 metri con posizioni dominanti verso le montagne e verso il mare Adriatico contemporaneamente. I punti più elevati in semicerchio da ovest a est sono costituiti dai colli di San Daniele, Arcano, Fagagna, Moruzzo, Luseriacco, Tricesimo. Alternativa alla crisi. I soci del Fai hanno mostrato grande attenzione verso questo tema concercente la conservazione di risorse naturali, in particolare di quelle idriche, di importanti risorse agronomiche e di altri beni culturali vitali per la vita degli udinesi proprio nel momento della crisi economica e degli alti costi dovuti alle tradizionali fonti energetiche. Il progetto infatti riguarda il restauro ambientale, il ripristino, la valorizzazione dell'assetto ancora recuperabile della densa infrastrutturazione rurale che collega aziende agricole, resti di boschi misti di latifoglie querco-carpineti, castagneti, bassure e relitti di laghetti intermorenici, torbiere, con una fitta maglia di sorgenti zampillanti e pure di rii, rogge, scoline incassate, affossature capillari delle bonifiche, salti d'acqua, opere idrauliche di interesse scientifico, corsi d'acqua minori detti "lavie". Insomma si delinea così un vero e proprio "museo dell'acqua all'aperto". È questo uno dei paesaggi meglio caratterizzati di tutto il Friuli, ancora integro tra i corsi d'acqua principali del Tagliamento, del Ledra, del Corno e del Cormor, che rappresentano la tettonica dei solchi alluvionali orograficamente più evidenti dell'antico ghiacciaio, con fertili terreni agrari tra i 40 e 70 centimetri di spessore, costellato da una catena di borghi rurali, di castellieri, castelli, ville, comprendente luoghi come Majano, Farla, Vendoglio, Caporiacco, San Eliseo, Mels, Aveacco, Lauzzana, Colloredo di Montalbano, Conoglano, Leonacco, Ara Grande e Ara Piccola. Una catena di borghi che incornicia a nord il paesaggio rurale ancora autentico oggetto della proposta istitutiva dell'"Agropark dell'anfiteatro morenico". L'idea è da finanziare e promuovere come progetto europeo esemplare in grado di sostenere operatori agricoli, attività di agriturismo ed enogastronomiche, infrastrutture ciclo-turistiche, eventi culturali, didattici tipo "Scuola Fattoria", vendita diretta di prodotto agricolo e ortofrutticolo. Un clima mite. Si tratta tra l'altro - ha spiegato l'architetto Pirzio-Biroli - di un territorio dal clima mite, riparato dai venti tra due dorsali collinari, una più bassa a nord e quella più alta a sud, insomma un ambiente ideale che ha determinato la nascita nel 1800 di parchi privati visitabili di tipo naturalistico di grande valore botanico e compositivo sui versanti nord delle colline moreniche intorno a paludi e superfici lacustri, con visuali aperte proprio verso le bassure agro-forestali appena descritte. Dai resti delle grandi correnti di fusione del ghiacciaio carnico è oggi culturalmente e turisticamente di grande interesse l'osservazione, da varie posizioni dominanti, del profondo solco del Corno o alveo di un antico corridoio alluvionale, di circa 20 metri di dislivello, lungo più di 10 chilometri e largo fino a 2, da Arcano Inferiore a Giavons, con terrazzamenti erbosi suggestivi superati per spettacolarità solo da quelli similari del Tagliamento nella stretta di Pinzano con il noto gradino alto oltre 80 metri. Ormai l'urbanizzazione in zona è accelerata e poco attenta a queste vitali risorse naturali, con l'estendersi delle aree pavimentate. In tal modo ha distrutto la rete di scoline in zona pede-morenica a sud rendendo difficile il contenimento delle piene dei corsi d'acqua maggiori come il Cormor. Questa periferia urbana non può più estendersi a nord dell'anfiteatro morenico. Si tratta quindi di salvaguardare un delicato assetto idrogeomorfologico e le grandi risorse culturali e agro-forestali che conserva: l'"Orto degli udinesi" è ormai piccolo, per una periferia urbana della bassa pianura di 200.000 abitanti. Invito rivolto a tutti. Il Fai invita dunque gli udinesi a percorrere la "Strada delle bassure e delle lavie" detta "dei Quattro Venti" da Fagagna fino a Fontanabona passando per Casali Lini, Zoratti, Casali dei Prati, Muris, Casali di Pezzetta, Casali della Bonifica, fino all'Osteria del Cacciatore, alla Braida del Sesar e a Borgo Ellero, per scoprire le valenze culturali del progetto raccontato dell'architetto Pirzio-Biroli con località già famose come la "Nuova Olanda", i "Quadri", "Palmon" a sud di Caporiacco, "Rio Lini" a nord di Moruzzo, località "Chialcinat", "Rive di Ciamp" e le grandi "Praterie" in località Pradis, a Parti, e tra Rio Bevorchiana, Rio Liola, Rio Coronaria, Fonte del Citon e Fonte del Cret. Tutta toponomastica non più segnalata nelle cartografie regionali e che va rivitalizzata con il progetto raccontato a Fontanabona.
Messaggero Veneto - Giornale del Friuli
2 Gennaio 2009
FVG - Un parco per salvare le colline di Udine
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Bene culturale
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