Ugnano. Sorgerà al Ferrale su 200 mila metri quadri. Contestazioni e fondi europei La protesta di Donzelli di An: "Zona delicata con vincoli ambientali" Ugnano, sono partiti i lavori per la realizzazione del centro unico fiorentino degli sfasciacarrozze progettato dalla Quadra e su cui indaga la procura della Repubblica di Firenze. Il centro, che nascerà nella zona del Ferrale, fra Ponte a Greve e il carcere di Sollicciano, su unarea di quasi 200 mila metri quadri, sostituirà i 5 centri di rottamazione oggi presenti in città. I progettisti sono larchitetto Riccardo Bartoloni, amministratore della Quadra (indagato per corruzione nellinchiesta sul complesso Dalmazia), e larchitetto Achille Michelizzi. La variante urbanistica che ha destinato a centro di rottamazione unarea agricola ricadente «in ambito di reperimento parchi, riserve e aree naturali protette di interesse locale», quindi vincolata, fu illustrata in consiglio comunale il 12 febbraio 2007 da Alberto Formigli, allepoca capogruppo del Pd, indagato anche lui per corruzione insieme a Bartoloni nellinchiesta Quadra, di cui è stato fondatore e socio fino al 2004. Il via libera dal consiglio comunale a quella variante urbanistica, che ha approvato il progetto proposto dalle 5 aziende di rottamazione, fu dato già il 24 gennaio del 2005, fra le proteste delle opposizioni di destra e di sinistra e le perplessità dei comitati dei cittadini dellarea fiorentina, che hanno anche presentato in procura un esposto sul caso, temendo fra laltro effetti sullinquinamento nella zona. «Il progetto ha ottenuto anche finanziamenti europei e regionali per le sue caratteristiche di rispetto ambientale», spiegò allepoca lassessore allurbanistica Gianni Biagi, garantendo che il nuovo centro sarebbe diventato «un punto di eccellenza dove sarà possibile smaltire in perfetta sicurezza e con le garanzie di legge tutte le auto». «Si tratta di una zona particolarmente delicata dove si trovano falde acquifere a due metri di livello dal terreno e altri vincoli ambientali», denuncia il consigliere comunale di An Giovani Donzelli, che chiede lo stop immediato ai lavori e che, con il collega di An e consigliere provinciale Guido Sensi, ha presentato prima un ricorso al Tar e poi una denuncia alla Commissione delle Comunità europee riguardante inadempimenti del diritto comunitario sul trattamento dei rifiuti e dei veicoli fuori uso. Donzelli e Sensi temono che il cambio di destinazione duso dellintera area apra la porta anche alledificabilità dei terreni vicini, alcuni dei quali risulterebbero di proprietà di una società del gruppo Margheri. (e.f.)