Indagini Gli atti da Woodcock a Milano. Impregilo e Infrastrutture: tutto in regola Un filone dell'inchiesta di Potenza sull'estrazione di petrolio in Basilicata investe i lavori da 185 milioni per la nuova sede della Regione Lombardia a Milano. Tra gli atti trasmessi a ottobre per competenza territoriale dal pm Henry John Woodcock alla procura di Milano c'è un rapporto dei Carabinieri che ipotizza reati che vanno dalla concussione alla corruzione, dalla turbativa d'asta alla truffa, con centinaia di pagine di intercettazioni telefoniche che i pm milanesi Frank Di Maio e Paola Pirotta hanno deciso di far riesaminare da un pool di investigatori. L'appalto dei lavori fu assegnato nel 2006 da Infrastrutture Lombarde, società a capitale della Regione Lombardia, al Consorzio Torre, che attualmente è al 90 del gruppo Impregilo. È finito nel rapporto dei carabinieri del nucleo tutela ambiente firmato dal vice comandante, il colonnello Sergio De Caprio, noto come il "Capitano Ultimo" che arrestò il boss mafioso Totò Riina perché due aziende riconducibili all'imprenditore materano Francesco Rocco Ferrara, arrestato a Potenza nel corso dell'inchiesta sull'estrazione di petrolio, si sono occupate in subappalto dei lavori di movimento terra e dello smaltimento di detriti contaminati da idrocarburi. I militari ipotizzano a carico di Ferrara i reati di truffa aggravata ai danni della Regione e di falso in relazione a un preventivo di 8 milioni solo a metà ritenuto congruo, oltre a irregolarità amministrative e nello smaltimento delle terre inquinate. Altri aspetti delle 50 pagine del rapporto che è stato depositato agli atti del tribunale del riesame di Potenza riguardano un subappalto da 8 milioni e mezzo di euro per i frangisole da posizionare sugli edifici della megastruttura in via Melchiorre Gioia e i presunti rapporti economici tra alcuni dirigenti di Impregilo e un dirigente di Infrastrutture Lombarde. Infrastrutture Lombarde «è a disposizione della magistratura per fornire, se risulterà necessario, ogni chiarimento », annuncia il Presidente Giovanni Bozzetti certo «della correttezza dell'operato della società» e fiducioso «nel lavoro dei magistrati ». In una nota anche Impregilo esprime le stesse considerazioni. Un quadro a tinte fosche in cui Infrastrutture Lombarde avrebbe subito l'imposizione di varianti che hanno alzato i costi dei lavori e che i sostituti procuratori milanesi Frank Di Maio (che sta sostenendo l'accusa nell'unico filone a processo dell'inchiesta Vallettopoli ereditato da Woodcock) e Paola Pirotta stanno approfondendo con «molta prudenza», dicono fonti in procura, per valutarne contenuto e spessore prima di decidere se e come andare avanti. Per ora, nel registro degli indagati a Milano sono finite una decina di persone tra le quali non ci sono politici. Giuseppe Guastella