Il Crocifisso di Santa Croce e le sculture in bronzo del Battistero Il Pantheon fiorentino della basilica di Santa Croce ospita nella cappella centrale una ragnatela di ponteggi, che dal 2005 nasconde lintervento di restauro al ciclo di affreschi di Agnolo Gaddi. Terminerà nel 2010, contestualmente a un altro importante recupero: quello del Crocifisso ligneo trecentesco attribuito al Maestro di Figline, che sovrasta il polittico dellaltare maggiore di Santa Croce. La grande tavola dipinta a tempera (4,73 per 3,84 metri), con effigiate nei due riquadri laterali la Madonna e San Giovanni Battista, è uno dei capolavori sul tema della croce e della Passione presenti nella basilica, accanto a quello di Cimabue, di Donatello, di Niccolò Gerini, di Lippo di Bienivieni. Del suo autore, il Maestro di Figline, si sa solo che fu allievo di Giotto nei primi decenni del Trecento e che dipinse anche la pala di Figline Valdarno, luogo che poi gli dette il nome. Il crocifisso presenta fenditure lungo tutto il supporto ligneo, larghe chiazze di colore sulla superficie pittorica, scurita da vernici e ridipinture, rovinata anche da cadute di colore alterate da successivi ritocchi pittorici. Il restauro del crocifisso avrà inizio tra pochi giorni, e i due restauratori - Muriel Vervat per la superficie dipinta e Roberto Buda che interverrà sul supporto ligneo - utilizzeranno lo stesso ponteggio attrezzato per gli affreschi di Gaddi, avvalendosi di tecnologia particolare che permetterà nelle varie fasi dei lavori il sollevamento e la messa in sicurezza dellopera, con la direzione tecnico-scientifica della soprintendenza del Polo museale fiorentino e con la consulenza dellOpificio delle Pietre Dure. I lavori costeranno 162 mila euro, e saranno interamente finanziati dalla Fondazione statunitense "Friends of Florence". Ed è ancora a questi mecenati americani che si devono i 400 mila euro di fondi per un altro restauro appena terminato. Tre grandi sculture in bronzo di straordinaria bellezza e raffinatezza, opera che Giovan Francesco Rustici modellò dal 1540 al 1509, per il gruppo de La predica del Battista su commissione dellArte di Calimala, infine collocato nel 1511 sopra la porta nord del Battistero di Firenze. Dopo quasi 500 anni, i bronzi che raffigurano Giovanni Battista tra il Levita e il Fariseo sono stati rimossi nel 2006 per essere restaurati. Il 20 dicembre, al termine di due anni di delicati lavori di pulitura eseguiti da Nicola Savioli e Ludovica Nicolai, con la direzione di Anna Maria Giusti dellOpificio delle Pietre Dure, con strumenti ad aria compressa e laser che hanno eliminato le alterazioni sulle superfici dei bronzi, il gruppo è tornato in Battistero. Resterà esposto al suo interno per un anno, prima di partire per un tour nei musei americani di Atlanta, Los Angeles e Chicago. «Al loro rientro a Firenze, saranno collocati definitivamente nel Museo dellOpera del Duomo. E al loro posto, in futuro forse andranno delle copie», annuncia Anna Mitrano, presidente dellOpera. Così la necessità di tutela non permetterà più di rivedere al loro posto i tre bronzi, su cui sono riemerse tracce di dorature che evidenziano linfluenza di Leonardo da Vinci su Rustici, cresciuto con lui nella bottega di Verrocchio.