«Chi ama Napoli non fa domande, non conosce risposte. Chi ama Napoli ci resta». Ci vuole coraggio di questi tempi a dichiarare così palesemente la propria passione per un corpo urbano martoriato e massacrato, eppure Giovanni Liccardo riesce a convincerci, parafrasando Karl Popper: «Su Napoli nessun libro può essere mai veramente compiuto. Mentre vi lavoriamo intorno, impariamo abbastanza da trovarlo immaturo nel momento in cui ce ne distacchiamo». Liccardo, storico e archeologo, ha lavorato con questo spirito a un itinerario suggestivo attraverso le varie aree della città, regalandoci un libro, I quartieri di Napoli (Newton Compton, pagg. 446, 25 euro), che è soprattutto il frutto di una lunga emozione: quella, come confessa egli stesso, della riconquista fisica e psicologica di questo spazio storico-artistico e dei suoi monumenti fondamentali nella storia d'Europa. A metà tra la narrazione e la ricerca storica, I quartieri di Napoli accompagna attivamente il lettore utilizzando la tecnica dell'«ascolto attivo» del territorio, proprio nel senso più ampio della percezione che emerge dalla constatazione di persona dei luoghi e delle comunità in essi insediate. Trenta i quartieri ufficiali, dall'Arenella alla Zona Industriale, dall'Avvocata alla Vicaria, da Bagnoli a Scampia, ma la nostra città non è Siena: i confini sono fluidi, la gente vi abita quasi sempre in apparente pacifica osmosi. Ciononostante, il libro segue uno schema ordinato ed essenziale come una «scaletta»: coordinate geografiche, storia, luoghi particolari, monumenti, personaggi, curiosità. Una miniera infinita in cui le scoperte non mancano. Così ritroviamo la casa di Salvator Rosa all'Arenella e le chiese di Materdei, le caverne di Chiaja e la vita straordinaria di Madre Claudina, fondatrice a Barra delle Povere Figlie della Visitazione di Maria, il barone di Chiaiano e il Parco metropolitano delle colline di Napoli. Non a caso, abbiamo tralasciato di citare i quartieri storici più frequentati, dove vastissima è già la bibliografia. Eppure anche qui, con garbo narrativo, Liccardo riesce a trovare i suoi percorsi personali, come quando al Chiatamone ricorda le scuole monastiche e lo scrittore tardo-latino Eugippio, grazie al quale il castrum Lucullanum raggiunse livelli culturali altissimi, o quando nel quartiere San Giuseppe racconta la vera storia dell'amicizia tra Benedetto Croce e Giuseppe Moscati. Restano particolarmente interessanti le ricostruzioni dedicate ai quartieri periferici, ad esempio nel caso di Ponticelli e di Poggioreale. Il testo scorre veloce e restituisce al lettore in buona parte quella sottile fascinazione con cui Napoli avvolge i suoi visitatori appena si alza il velo della retorica. In una città in cui anche i muri e le pietre parlano e raccontano storie, i segni del tempo fanno parte della sua bellezza struggente e delicata. Oggi che la metropoli si è allargata a dismisura fino all'hinterland, ramificandosi senza soluzione di continuità sino a Torre del Greco, a Nola, a Castellammare, I quartieri serve anche a ricostruire le fasi complesse degli insediamenti storici e il loro progressivo sviluppo. E soprattutto a suscitare nuove curiosità, interesse, desiderio di approfondire. Mai come oggi conoscere la ricchezza storica e monumentale della propria città può essere l'unica strada possibile per cambiarne la sorte.
CAMPANIA - Napoli e la sua editoria
Giovanni Liccardo ha pubblicato un libro intitolato "I quartieri di Napoli" che segue uno schema ordinato e essenziale per descrivere la storia e la cultura di Napoli. Il libro è il frutto di una lunga emozione e di una ricerca storica e archeologica. Liccardo ha lavorato con il spirito di Karl Popper, che affermava che su Napoli nessun libro può essere mai veramente compiuto. Il libro accompagna attivamente il lettore utilizzando la tecnica dell'ascolto attivo del territorio e segue una struttura geografica, storica e culturale. Il libro descrive 30 quartieri ufficiali di Napoli, tra cui l'Arenella, la Zona Industriale, l'Avvocata e la Vicaria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo