Per ora le luci sono accese soltanto sulla polemica. Il giorno dopo le dichiarazioni del presidente Berlusconi sul nuovo impianto d'illuminazione dell'area archeologica di Pompei, seguite dalle polemiche sollevate dall'assessore regionale Marco Di Lello, sulla questione interviene anche il governatore Bassolino, che in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio ricorda come «la Regione, d'accordo con la Soprintendenza di Pompei, ha già finanziato e realizzato un moderno sistema di illuminazione notturna degli scavi, inaugurato da me e dal ministro Urbani il 28 settembre scorso». Anche per il presidente della Regione, dunque, l'annuncio del premier sarebbe stato frutto di disinformazione. Ma a fugare ogni dubbio, nella giornata di ieri, è lo stesso ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani: «Nessuna gaffe - chiarisce subito a il Mattino il numero uno del dicastero di via del Collegio Romano - dal momento che io stesso avevo, pochi giorni fa, illustrato la novità al presidente Berlusconi. Sono contento, anzi, che il premier abbia apprezzato l'oggetto della nostra recente conversazione sul piano di illuminazione artistica che prevede una serie di investimenti a partire dal 2004 in tutte le regioni italiane. Si tratta - aggiunge - di un progetto che interessa settori fortemente trascurati in passato e che, come dimostra il successo del primo esperimento condotto a Pompei, può moltiplicare il numero dei visitatori oltre che migliorare la sicurezza dei luoghi». In effetti, nel periodo in cui l'area archeologica di Pompei è rimasta aperta alle visite by night, sia pure limitate alla sola area del Foro, l'ufficio prenotazioni ha registrato puntualmente il tutto esaurito. Nessuna disinformazione, dunque, dal momento che, continua il ministro, «il presidente ha voluto far suo il particolare impegno per lo sviluppo di questo importantissimo sito archeologico previsto dal piano di cui soltanto pochi giorni fa lo avevo informato». Una conferma, quella dell'esistenza del nuovo progetto, seguita a ruota dalla replica al numero uno della Regione Campania: «II presidente Bassolino - aggiunge Urbani - dovrebbe essere soddisfatto di questa iniziativa del ministero, soprattutto perché il nuovo piano di illuminazione artistica interesserà importanti monumenti campani come l'area archeologica di Paestum e la Reggia di Caserta, oltre che, naturalmente, il parco archeologico di Pompei, dove attualmente è illuminato soltanto un percorso». Nel progetto allo studio, invece, l'itinerario delle visite al chiaro di luna dovrà essere esteso all'intera area archeologica e prevedere, per il cuore della città antica (quello che va dal Foro, alla via dell'Abbondanza, all'area dei Teatri), giochi di luce di particolare suggestione. L'invito del [ministro], dunque, è a «evitare, in presenza di progetti che puntano allo sviluppo artistico e culturale dei nostri tesori d'arte e storia, di innescare e alimentare sterili scaramucce su chi è più bravo, e pensare, invece, a lavorare bene insieme. Bassolino sa bene, perché ne abbiamo discusso diverse volte, che siamo aperti al confronto e alla collaborazione con gli enti locali. Questo nuovo progetto di illuminazione per la Pompei antica, dunque, mi sembra un'occasione da non perdere per lo sviluppo del nostro patrimonio storico e culturale, una chance importantissima che deve andare al di là degli schieramenti di partito e delle polemiche mediatiche che non servono a nessuno, men che meno allo sviluppo turistico e culturale dell'area archeologica di Pompei». Bassolino con il soprintendente Guzzo nella zona archeologica di Pompei