Trani Contestata l'idea dell'amministrazione di ripristinare la struttura L'opposizione chiede i 5 milioni per la mobilità Di Gregorio: «Ci sono altre emergenze, è opportuno creare un impianto polifunzionale» Prima del teatro vanno affrontate altre emergenze in città. A dirlo sono i Verdi di Trani che chiedono all'amministrazione comunale di rivedere la scelta di destinare 5 milioni di euro per costruire un nuovo teatro nella sede attuale dell'Amet. Lo scorso 29 dicembre la giunta comunale ha stabilito che l'affidamento della concessione del servizio di distribuzione del gas metano prevede per il nuovo concessionario il pagamento di un bonus una tantum di 5 milioni di euro. Una cifra che il sindaco Giuseppe Tarantini ha deciso di investire per mettere in piedi un impianto teatrale nella sede dell'Amet, società che gestisce elettricità e trasporti. Ma di fronte all'annuncio di Tarantini, l'opposizione è insorta. In cima alla lista delle emergenze, come fa notare il partito di sinistra, si impongono il rifacimento delle strade di Trani e il completamento di un tratto a Sud della costa, in attesa da anni di un recupero definitivo perché privo di finanziamenti pubblici. Per questo i Verdi hanno presentato un'interrogazione al Comune nel tentativo che lo stesso faccia marcia indietro sull'investimento proveniente dall'affidamento in gestione delle reti del gas urbano. «Riteniamo che tale scelta per la sua importanza economica debba avere il conforto di una condivisione più ampia rispetto a quella dell'organo amministrativo collegiale - attacca Michele Di Gregorio, capogruppo dei Verdi - ci sono altre emergenze prioritarie rispetto alla realizzazione del teatro, come ad esempio la rete viaria». La rete stradale, infatti, continua ad essere causa di infortuni per i cittadini e, stando alla denuncia del partito, comporta una serie di risarcimenti onerosi per la stessa amministrazione. «Avere il teatro sarebbe molto bello - continuano dai Verdi - ma perché non pensare ad un contenitore polifunzionale che potrebbe ospitare spettacoli di vario genere e capace di rispondere alle esigenze del territorio di tutta la provincia?». Sulla stessa linea si schiera Domenico De Laurentis, esponente del Psdi, convinto che sia necessario risanare il bilancio del Comune prima di fare progetti a lunga scadenza. Alla luce di una chiusura annuale non felice per le casse di palazzo di città, il Psdi avanza proposte alternative circa l'impiego delle royalties derivanti dalla gestione del gas. «L'amministrazione soffre di una carenza di liquidità che ha portato a mettere in vendita tanti immobili, aumentare la tassa sui rifiuti e a fare altri interventi per coprire i buchi del bilancio spiega De Laurentis - e noi ci preoccupiamo, invece, di investire risorse per la cultura ». Secondo l'esponente del Psdi, sarebbe più giusto riaprire il super cinema nel centro di Trani chiuso da un anno e usare quella struttura per il nuovo teatro. «I cinque milioni di euro dovrebbero essere investiti aggiunge De Laurentis - per recuperare i terreni nella zona artigianale, avviare attività produttive e creare presupposti per l'occupazione. Del resto i proventi della distribuzione del gas non basterebbero per realizzare un'opera pubblica ex novo». Intanto si attende il prossimo consiglio comunale per accendere i riflettori sulla questione del teatro comunale, al centro di una nuova querelle politica. Valentina Marzo
TRANI Verdi e Psdi, no al teatro Meglio rifare le strade
La giunta comunale di Trani ha deciso di destinare 5 milioni di euro per costruire un nuovo teatro nella sede attuale dell'Amet. L'opposizione, invece, chiede di rivedere questa scelta e di utilizzare i fondi per altre emergenze, come il rifacimento delle strade e il completamento di un tratto della costa. I Verdi e il Psdi sostengono che ci sono altre priorità rispetto alla realizzazione del teatro, come la rete viaria e la gestione del gas. I due partiti chiedono di investire i fondi in un contenitore polifunzionale che possa ospitare spettacoli e rispondere alle esigenze del territorio.
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