La professoressa Bianchi che segue la campagna archeologica: «Valorizzare i reperti allestendo un centro espositivo» DONORATICO. Il Castello di Donoratico, meglio conosciuto come Torre di Donoratico e l'area circostante, per un'estensione di circa un ettaro, sono interessati da alcuni anni, con precisione dal 2000, da campagne di scavo nei mesi estivi, condotte dal Dipartimento di Archeologia Medievale dell'Università di Siena e finanziate dalla Provincia di Livorno e dal Comune di Castagneto. L'area archeologica, ad oggi indagata per una parte ridotta, ha una grande rilevanza a livello regionale e nazionale, per le caratteristiche degli insediamenti rilevati, che ne indicano l'occupazione continua, dal periodo etrusco al 1400 ed in particolare per la presenza di un grande villaggio del periodo altomedievale, unico esempio nella Regione, conservato nel tempo e ricco di materiale. Anche il castello ha un interesse archeologico notevole, per la durata di vita e per le prospettive di scavo, per la maggior parte da effettuare. «Occorre imprimere un'accellerazione ai tempi - sostiene la professoresa Giovanna Bianchi, curatrice dello scavo - con campagne più lunghe delle attuali, di almeno 56 mesi, per concludere l'intero scavo in 4 anni. Sono indispensabili anche un'adeguata valorizzazione del sito e gli interventi che ne consentano la visitabilità da parte di adulti e bambini. Ci sono delle indubbie potenzialità di attrattiva per il turismo scolastico e per il turismo culturale ma allo stato attuale non possono essere utilizzate mentre potrebbero rappresentare la soluzione per potenziare l'offerta turistica del territorio al di fuori del periodo estivo Sulla questione abbiamo sentito l'opinione della professoressa. «Sicuramente - spiega la prof. Bianchi - la realizzazione di un centro espositivo, dove collocare anche l'enorme quantità di reperti archeologici recuperati durante gli scavi». E continua: «Attualmente sono collocati nel magazzino dell'Università, a Siena, ma devono essere definitivamente catalogati e resi dispobili per i visitatori. Poi interventi di consolidamente e messa in sicurezza del sito, con percorsi guidati, per consentire l'accesso a turisti e studenti, oltre a tutte le iniziative promozionali del caso, come pubblicazioni, sito web, cartellonistica dedicata Chi sono i partecipanti alle campagne di scavo? «Studenti e docenti dei corsi di Archeologia Medievale - continua la ricercatrice - oltre a personale formato appositamente per collaborare nelle operazioni di scavo. Per bene due anni, nel 2001 e nel 2002, sono stati fatti corsi di formazione a cui hanno partecipato anche persone del luogo, tutt'ora impegnate nelle campagne annuali». «Dall'area archeologica del Castello di Donoratico oltre ai reperti, emergono anche potenzialità da non sottovalutare per il futuro dell'economia locale, in termini di occupazione, diretta e nell'indotto collegato al turismo culturale e scolastico, settori che potrebbero consentire investimenti, apertura o potenziamento di attività esistenti». «Uno stimolo - conclude la professoressa - per pubblico e privato, coinvolti in modo diverso ma comunque collegato, per non chiudere un'esperienza che ha dato interessanti risultati ma trovare volontà e risorse per farla diventare un punto qualificato di attrazione».
TOSCANA - Donoratico: Gli scavi per rilanciare il turismo Dalla torre i tesori nascosti
La professoressa Giovanna Bianchi sostiene che il Castello di Donoratico, in Toscana, ha un grande valore archeologico e che è necessario accelerare le campagne di scavo per concludere l'intero scavo in 4 anni. La curatrice dello scavo sostiene che è necessario un centro espositivo per valorizzare i reperti archeologici recuperati durante gli scavi e che ci sono potenzialità di attrattiva per il turismo scolastico e culturale. La professoressa sostiene che la realizzazione di un centro espositivo potrebbe rappresentare la soluzione per potenziare l'offerta turistica del territorio.
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