Un altro percorso: è a valle dell'Aurelia, diverso da quello comunicato ai Comuni Claudio Petruccioli mostra il progetto che gli ha inviato il ministro Matteoli CAPALBIO. «Forse sarebbe meglio, prima di andare avanti, che deste un'occhiata a questo progetto: è diverso dal vecchio!». È scoppiato così il giallo sul doppio tracciato, con la voce di Claudio Petruccioli, presidente Rai, ex senatore, esponente Pd, che ha chiesto la parola, dal fondo dell'affollatissima sala, spiegando le novità agli ambientalisti che esaminavano il progetto Sat-Regione ed affermando che il nuovo progetto gli è stato consegnato «per cortesia» dallo stesso ministro Matteoli al quale aveva chiesto un incontro. Quindi ha distribuito ai preoccupati capalabiesi, di nascita e di adozione (come è lui stesso), il progetto. Le novità sono palesi: l'autostrada scorre a valle dell'Aurelia, e non più a monte, fa un largo giro all'altezza della Torba, forse per salvaguardare gli scavi archeologici, fa a meno, ovviamente del sottopasso all'altezza della Torricella. «Va verificato». Ha aggiunto prudentemente, ma merita di farlo, visto quanto ha raccontato, irrompendo nella sala. «Ho chiesto un appuntamento al ministro Altero Matteoli - ha esordito -, me l'ha concesso il 15 dicembre scorso. Mi ha detto che il 18 dicembre il Cipe avrebbe dato il via libera anche all'autostrada tirrenica. Gli ho chiesto di poter conoscere il tracciato toscano e lui, per ragioni di cortesia, il 21 dicembre me lo ha inviato» «Ho guardato il progetto - continua Petruccioli - ed ho visto che, all'altezza della Polversa, dove c'è lo svincolo per Orbetello e l'Argentario, il tracciato che avevo ricevuto fa un'ampia curva e punta dritto sulla costa; non più a monte dell'Aurelia, ma a sud. Ho pensato ad un errore, così ho telefonato all'ingegner Incalza, che mi aveva accompagnato, e gli ho chiesto cosa fosse. "Il tracciato definitivo per il tratto toscano". Mi ha risposto. Non so altro. Ecco quanto mi è stato inviato». Ed ha distribuito il progetto. Quasi a dire: «Questo è quanto. Vedete un po' voi». La prudenza di Petruccioli è giustificata dal fatto che il progetto è in una scala poco dettagliata, ma una cosa è indubitabile: il tracciato corre a sud dell'Aurelia. E se fosse veramente questo il vero progetto? Molte cose cambierebbero ed inoltre occorrebbe un'altra valutazione di impatto ambientale, visto che si parla di tutt'altra strada. E il sindaco Lucia Biagi ne era al corrente? «Il Comune di Capalbio - dice - ha soltanto il progetto esposto oggi. Il tracciato a valle dell'Aurelia il Comune non l'ha mai visto. Per il Comune vale ciò che è protocollato». Iieri si era in piena campagna elettorale. Biagi ha difeso a spada tratta la scelta di trattare con la Regione «per trovare scelte migliorative, visto che Governo e Regione sarebbero potuti andare avanti benissimo da soli, in virtù della Legge Obietivo». Ossia? «La realizzazione delle infrastrutture strategiche avviene a seguito dell'acccordo Satto-Regioni e quindi, in via teorica, senza il coinvolgimento delle automonie locali». Lucia Biagi torna ad essere anti-autostrada? «Niente affatto. Lo sono sempre stata». E allora perché l'ha inserita nella variante urbanistica? Il sindaco non si scompone. «Quando andai a protestare dall'allora ministro alle infrastrutture, Di Pietro, mi disse: "Non deve convincere me, ma la sua Regione". In Regione lo sanno tutti che ritengo l'autostrada non utile, anzi dannosa per Capalbio. Avevo di fronte due atteggiamenti: chiudermi, o esaminare i progetti per eliminare le criticità. Mi affidai ai tecnici della Regione che scartarono, quali complanari, le strade dell'Origene e la Pedemontana. Colloquiammo per ottenere i miglioramenti che aveva ottenuto il Lazio e per avere l'autostrada il più possibile vicino all'Aurelia per minor consumo del territorio». E il piano strutturale? «Senza piano saremmo entrati nelle norme di salvaguardia e non sarebbe stato possibile neanche fare gli interventi più piccoli». Il Comitato Terra di Maremma, comitati e ambientalisti hanno, di fatto, ignorato il giallo sollevato da Petruccioli, analizzando e condannando, punto per punto, il tracciato Sat. Elencado i «105 fabbricati agricoli e le 47 aziende agricole che verranno compresse dall'autostrada. I sei edifici colonici che verranno abbattuti e i 110 ettari che saranno strozzati tra autostrada e Aurelia». Insomma sono tornati a chiedere la sovrapposizione tra Aurelia e autostrada, citando il Lazio dove l'autostrada, ricalcando l'Aurelia in buona parte, avrà un'impatto minore rispetto al tratto toscano». In poche parole chiedono, e Biagi è d'accordo, che il progetto laziale diventi anche capalbiese. E così sono andati avanti, anche se in sala, il 'nuovo tracciato' correva di mano in mano alla ricerca del proprio destino e di quello di un territorio amatissimo da chi lo ha scelto. Il tutto in attesa di sapere quale sia la verità. Per Gianni Mattioli, ex sottosegretario all'Ambiente nel governo Prodi, non ci sono dubbi, il progetto è quello della Sat. E definisce il completamento del corridoio tirrenico tra Civitavecchia e Grosseto: «Un mostro d'asfalto». B. Z.