De Peppo: l'amministrazione non ha il colpo d'ala necessario «Il pubblico guardi al mercato, ma senza restarne ostaggio» Nei giorni scorsi, Il Tirreno ha posto una serie di questioni legate all'urbanistica ed alla mobilità della nostra città non di poco conto. La riflessione è sul ritardo che l'amministrazione comunale subirebbe relativamente alla strategica necessità di trasferire il deposito del trasporto pubblico locale, gli autobus dell'Atl, dalla storica ma angusta e inadeguata sede di via Meyer alla più consona e funzionale collocazione del Nuovo Centro già lì prevista dagli strumenti urbanistici. La questione che il giornalista pone, con sottile attenzione, è sul fallimento di ben due bandi finalizzati a trovare un imprenditore interessato alla realizzazione del nuovo deposito, imprenditore che, tra l'altro, potesse avere l'interesse a costruire abitazioni (riqualificare) l'area di via Meyer. Viene sottolineato anche come la crisi del mercato immobiliare sia stato elemento centrale della difficoltà a centrare, da parte dell'amministrazione, la complessa operazione che in un ottica di mercato trova la sinergia tra pubblico e privato. Mi chiedo se non sia compito però di un lungimirante governo locale, avendo la consapevolezza di trattare elementi di straordinaria rilevanza per Livorno, acquisire una visione ed uno stile di governo di maggior spessore. La strategica rilevanza dell'operazione ai fini di un efficace funzionamento del trasporto pubblico urbano e la contestuale, delicata operazione della liberazione di un'area altrettanto strategica per la vita della città, in funzione della fruizione del suo lungomare dovrebbe invogliare gli amministratori a volare un po' più alto della scontata operazione immobiliare. Sulle questioni che attengono al governo complessivo della città, l'amministrazione comunale resta imbrigliata su strumenti di intervento amministrativo che rischiano di mutilare quell'idea del pubblico capace di attuare strategie che guardano sì al mercato con le opportunità che questo può offrire, ma non restano impotenti ed ostaggio del mercato stesso. Sembra mancare, ancora una volta, quella capacità di attrarre ed intercettare finanziamenti attraverso idee forti, piegandosi sempre e comunque sulla sola logica del mercato immobiliare. Sembra mancare anche quella spinta che solo progetti ambiziosi potrebbero innescare. Potrebbe l'area dello scoglio della Regina, ad esempio, collegarsi all'area del dismesso deposito? Quanto ai finanziamenti sul trasporto pubblico locale, con l'assoluta attenzione per le energie alternative e rinnovabili, potrebbero trovare l'attenzione da parte della Comunità europea oggi più che mai attenta a questo ambito sul quale l'Europa pone particolari risorse. Ma ancora una volta sembra che ci si accontenti, in una logica tutta provinciale, di procedere a vista, senza un'idea della città che vogliamo e con uno stile di governo che, tra annunci di opere a futura memoria, non riesce a dare alla città programmi e strumenti per il suo futuro.