Rimborsi a Firenze mobilità, che potrebbe rischiare il fallimento, molto superiori alle entrate. Linchiesta del magistrato va avanti Né il gestore né il Comune vogliono più pagare i canoni Parcheggi, lora della fuga dal project financing. Il presidente di Firenze Parcheggi Alessandro Lo Presti ha rassegnato le dimissioni dal consiglio damministrazione di Firenze Mobilità, la società incaricata di costruire e gestire i 4 parcheggi del project, cioè Beccaria, Alberti, Fortezza e Montelungo. «In questa fase così delicata ritengo più opportuno concentrarmi sulla società, libero da eventuali condizionamenti che potrebbero derivare da altri incarichi», si limita a dire Lo Presti, lasciando però intendere che non si tratta di un gesto di rottura destinato a rimanere senza conseguenze. Firenze Parcheggi, che si appresta a chiudere il primo bilancio in rosso della sua storia, potrebbe infatti presto avviare unazione legale nei confronti di Firenze Mobilità, a cui ogni anno versa oltre 2 milioni per laffitto delle 4 strutture, che incassano circa 1,3 milioni. Se però Firenze Parcheggi si ritira, è Firenze mobilità a rischiare il fallimento. E che fine farebbero i quattro parcheggi? «Passerebbe tutto al Comune», spiega lassessore al bilancio Tea Albini. Firenze parcheggi non vuol pagare i canoni risultati superiori alle entrate. Intanto la magistratura indaga Scontro sulla gestione del project Firenze mobilità rischia il fallimento Lo Presti lascia il cda, Albini chiude la borsa fino a fine inchiesta "E una fase delicata, voglio concentrarmi sulla società senza condizionamenti" ERNESTO FERRARA MASSIMO VANNI Fuga dal Project-financing. Il presidente di Firenze Parcheggi Alessandro Lo Presti ha rassegnato le dimissioni dal consiglio damministrazione di Firenze Mobilità. Nessun annuncio, nessuna dichiarazione: lo stesso Lo Presti però lo ha comunicato ai consiglieri di Fipark. Motivo? Il presidente non si sbilancia: «In questa fase così delicata ho ritenuto più opportuno concentrarmi sulla società, libero da eventuali condizionamenti che potrebbero derivare da altri incarichi», si limita a dire, lasciando però intendere che non si tratta di un gesto di rottura destinato a rimanere senza conseguenze. Firenze Parcheggi, fa capire Lo Presti, potrebbe avviare unazione legale nei confronti di Firenze Mobilità: «Per ora non intendo spiegare altro». E lassessore alle Spa di Palazzo Vecchio Tea Albini fa il resto. Assessore, ma se Firenze Parcheggi si ritira Firenze mobilità rischia il fallimento: che fine farebbero i quattro parcheggi della Fortezza, piazzale Montelungo, piazza Beccaria e piazza Alberti? «Passerebbe tutto al Comune». Significa che i 2 milioni e passa di canoni che oggi la Firenze Parcheggi paga a Firenze Mobilità, e che a Firenze Parcheggi sono costati nel 2008 il primo bilancio in deficit, dovrebbe pagarli il Comune? «Noi non pagheremo un bel niente, finchè non sarà chiarita la vicenda legale, il Comune si è dichiarato parte lesa», dice lassessore ricordando linchiesta della magistratura in corso sulle opere del project. Linchiesta, che solo nel caso del sottopasso di viale Strozzi, quello davanti alla Fortezza, ha ipotizzato un aumento ingiustificato di spesa per 3 milioni e 700mila euro. Un passo indietro. In cambio del sottopasso Strozzi, le imprese del project capitanate da Baldassini-Tognozzi-Pontello e riunite in Firenze Mobilità, hanno realizzato quattro parcheggi. E secondo il piano finanziario, controllato e approvato (per legge) da Palazzo Vecchio, per 30 anni Firenze Mobilità può tenersi gli incassi per ripagare il denaro preso in prestito dalle banche. Firenze Mobilità, daccordo Palazzo Vecchio, ha assegnato la gestione ad ununica società - Firenze Parcheggi - in cambio di un canone. Il problema è che la Spa, dopo aver scoperto che il piano finanziario del project era stato fatto calcolando un tasso doccupazione dei quattro parcheggi del 100 per cento, si è accorta che i conti non tornano: oltre 2 milioni i canoni da pagare a Firenze Mobilità, 1 milione e 300mila gli incassi nel corso del 2008. Un deficit cronico. Logico che adesso voglia tirarsene fuori («Senza il project i nostri conti sarebbero in utile», hanno ripetuto i vertici di Fi Park). Col rischio però, essendo lunico gestore, di costringere al fallimento Firenze Mobilità. E con la conseguenza di riconsegnare i quattro parcheggi al proprietario, cioè il Comune (Firenze Mobilità ha solo una concessione per 30 anni). Che però, per bocca di Albini, non intende versare un euro. Almeno fino alla fine delliter giudiziario che potrebbe riconoscere Palazzo Vecchio come parte lesa. E così che tramonta a Firenze il tanto declamato esperimento del project? Nei giorni scorsi i consiglieri comunali Marco Stella (Forza Italia) e Stefano Alessandri (An) hanno presentato 11 interrogazioni: chiedono spiegazioni sul perché la società chiuderà il conto 2008 con un deficit di 750 mila euro.