Esposte anche a Torino le opere realizzate dal giovane archeologo Federico Bocci Legate al plexiglas diventano oggetti pieni di nuova vita La creatività consiste anche nel guardare in modo non convenzionale degli oggetti originariamente destinati a scopi ben definiti. Oggetti che opportunamente riconcepiti e modificati prendono una nuova vita dove possiamo trovare in simbiosi utilità pratica e creazione artistica. Da questa idea di base nascono appunto le realizzazioni di Federico Bocci (nella foto) 35 anni non ancora compiuti, che possiamo incontrare nel negozio di antiquariato di famiglia, in via Borra. Studi di archeologia alle spalle, Federico Bocci si è cimentato con l'arte, in particolare con la pittura, sin da quando aveva quindici anni ispirandosi a Fortunato Depero ed a Osvaldo Peruzzi, e perciò al movimento futurista. E' invece di pochi anni fa il passaggio verso il complemento d'arredo inteso come forma d'arte applicata sfruttando il connubio fra un materiale primordiale come il ferro ed uno legato alla modernità come il plexiglas. Un ferro però già formato, con una sua personalità. Punto d'inizio è infatti la barra femmina delle antiche inferriate molto diffuse nella settecentesca Venezia Nuova: una barra metallica caratterizzata da vari occhielli che da Federico Bocci viene piegata, saldata e verniciata per creare la struttura portante a tripode di tavoli e tavolini con piano in plexiglas trasparente di diverse tonalità. La cadenza dei fori, spiega Bocci, richiama il linguaggio binario dell'informatica (zero-uno, acceso-spento, etc.), ma pure l'alfabeto Morse (linea-punto-linea) e la sequenza del DNA. Altra fonte d'ispirazione per Bocci è anche il movimento "Steampunk", sorto negli Stati Uniti verso il 1980 ed oggi largamente diffuso col quale si immagina un futuro che vedrà l'impiego del vapore e comunque delle tecnologie ottocentesche di epoca vittoriana, ovvero il trionfo della meccanica sull'elettronica. Le realizzazioni di Federico Bocci sono per ora soltanto dei prototipi, due dei quali hanno però avuto l'occasione di venire esposti al Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi di Torino, città che nel 2008 è stata la capitale mondiale del design: i tavolini creati da Bocci avevano infatti ricevuto l'apprezzamento di Enzo Biffi Gentili, direttore del museo torinese dove tuttora si trovano in mostra. L'intento di Bocci sarebbe poi di dare vita alla produzione di una serie di complementi d'arredo realizzati sempre con l'impiego di quelle barre metalliche forate le prime delle quali sono state acquistate presso una ditta di Pontedera che anni addietro aveva riprodotto alcune grosse inferriate per un edificio settecentesco livornese. Un altro grande sogno di Federico Bocci resta infine quello di poter un giorno vedere le sue creazioni esposte anche in un museo di Rotterdam, città portuale olandese che da tempo costituisce nel design ciò che rappresenta Milano per il fashion e Cannes per il cinema. Altre informazioni su Federico Bocci si trovano nel sito www.24carati.it Roberto Riu