La direttrice regionale dei Beni Culturali replica alle accuse di Jallà: "Non possiamo accettarle" "Torino è in Italia il laboratorio più avanzato nello sperimentare gestioni culturali" Ho visto sul giornale del 30 dicembre le righe conclusive dellintervista al dott. Jallà, dirigente dei Servizi museali del Comune, presidente nazionale dellIcom, sulla situazione contingente della Fondazione Torino Musei: contengono una battuta grave sul ruolo del Palazzo Reale di Torino - che con la Fondazione non centra poiché è museo statale - nei confronti della città, tanto più parziale quanto gratuita e sommaria (la "mancanza di personale in Palazzo Reale penalizza, oltre a quelledificio, limmagine degli altri musei e della città"). Non è sulla sottolineatura della mancanza di personale che voglio eccepire, poiché è reale. È per il sintetico giudizio negativo sul Palazzo Reale, espresso con leggerezza come fosse scontato, che le scrivo. Finché abbiamo letto sui giornali critiche di visitatori per il tempo di attesa delle visite a gruppi, la direttrice del Palazzo si è impegnata con propri interventi sulla stampa in un minuzioso tentativo di spiegazione circa le molte difficoltà dellapertura 10 ore al giorno di un Palazzo con 50 sale aperte al pubblico, nonostante il cantiere in corso ed il risicatissimo numero degli addetti, che fra custodi, direttrice e lunica unità di staff non raggiunge le trenta persone. Ma ora, leggendo che un collega istituzionale, capace e prestigioso ritiene che il Palazzo sarebbe di danno agli altri musei ed alla città, che è la conseguente sintesi giornalistica del suo certo più articolato pensiero, rifiuto che questa valutazione diventi un luogo comune, un giudizio scontato sui giornali cittadini. Non ci possiamo stare. E possibile non considerare che il Palazzo negli anni si è consolidato come sede delle più importanti cerimonie ed eventi ufficiali torinesi e non solo? Palazzo Reale ha forse fatto fare brutta figura alla città quando ha accolto nel 2001 la Conferenza Intergovernativa Italia-Francia e poi tante altre occasioni ancora, da ultimo a fine agosto il Vertice dellOnu-Un Retreat, con la presenza del Segretario Generale Ban Ki-Moon, che ci ha scritto ringraziando e complimentandosi? O quando nel gennaio ormai da anni accoglie la cerimonia annuale più importante del Premio Grinzane? Il bicchiere non può essere visto sempre mezzo vuoto. La qualità della gestione di un museo si deve registrare anche nelloccasione di questi eventi, che non si fanno certo da soli, ma necessitano da parte del personale del Museo di un notevole lavoro preparatorio, oltre che di presenza vigile e attenta. Anche i risultati di pubblico sono buoni: con lapertura delle cucine, il Palazzo si sta avviando a superare le 129 mila visite annue del 2007 e le 133 mila del 2008, se la Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino continuerà nella sua intelligente collaborazione e se la "fantasia", capacità e generosità di direttrice e personale non verranno meno nellaffrontare le varie problematiche. Intanto, puntiamo sul concorso in atto per nuove assunzioni, sulladozione di alcune possibili misure di razionalizzazione e sulla nuova Direzione Generale alla valorizzazione di cui il Ministero programma di dotarsi, auspicando che riusciremo a convincere della concretezza dei nostri programmi, della necessità di risorse adeguate e di qualche forma di autonomia gestionale per il complessivo ed eccezionale sistema museale statale piemontese. Con le difficoltà di oggi della Fondazione Torino Musei, la nostra città, che è il laboratorio più avanzato in Italia di sperimentazione di forme gestionali delle istituzioni culturali e quella certamente che è riuscita meglio a dare alla Cultura il giusto ruolo nella vita cittadina, sta vivendo una fase di verifica importante: cerchiamo di applicarvi le notevoli capacità di approfondita riflessione qui maturate nel campo, senza scadere in valutazioni sommarie, che possono essere estremamente dannose. Direttore regionale per i Beni Culturali del Piemonte