LUCCA. Va difesa ad ogni costo la sede della Soprintendenza nella nostra città. Lo afferma il gruppo Per Lucca che per primo fece nel nel 2004 la richiesta dell'istituzione. «Da trent'anni - dice Per Lucca - ogni taglio di spesa operato dai governi finisce per colpire soprattutto il settore della cultura e dei beni culturali. Al di là della salvaguardia della nostra memoria storica e della nostra identità, cose importantissime, va detto che la cultura ed i beni culturali sono in Italia un elemento fondamentale sotto il profilo dell'occupazione e della creazione di ricchezza. In una città come Lucca il turismo è mosso in gran parte dal nostro patrimonio monumentale e culturale, questo patrimonio deve essere tutelato e valorizzato. Chiudere un ufficio aperto solo quattro anni fa sarebbe un bell'esempio di non linearità e non logicità delle scelte operate dal ministero». Se proprio si deve operare una razionalizzazione dei posti dirigenziali, secondo Per Lucca sarebbe più opportuno eliminare le soprintendenze regionali archeologiche ed archivistiche, passandone la competenza ed il personale alle soprintendenze per i beni culturali che esistono sul territorio. «Se proprio si dovesse chiudere un ufficio territoriale in Toscana, dovrebbe essere la Soprintendenza di Arezzo, che ha competenza su una sola provincia - aggiunge Per Lucca -. Un riaccorpamento della vecchia soprintendenza, con la competenza sulle province di Livorno, Lucca, Massa-Carrara e Pisa dovrebbe comportare che la sede dell'ufficio fosse stabilita nella nostra città che è, di gran lunga, quella che ha il maggior numero di beni culturali schedati. In ogni caso il raccorpamento sarebbe un errore. Chiediamo al sindaco e al presidente della Provincia di sollecitare un immediato incontro con il ministro».