Il caso Nel Corriere del 30.12.08 Giuseppina Manin riporta la bellissima richiesta (provocatoria) del maestro Abbado che chiede un cachet in natura: «chiedo che in città siano piantati 90.000 alberi». Nella stessa pagina un trafiletto, «il prezzo del verde» titola «costerebbe almeno 22 milioni di euro» nella migliore delle ipotesi. Come presidente dell'associazione La Pìca che ha sede a Mirandola Modena, impegnata nella realizzazione di un giardino botanico a San Biagio di San Felice Modena, nonché ambientalista convinto, impegnato da anni in prima persona nella piantumazione di aree anche marginali, ho esperienza di costi reali. I costi di rimboschimento compresa preparazione del terreno, fornitura di essenze autoctone e loro piantumazione sono di 10.000 euro all'ettaro. Per piantare 90.000 alberi occorrono 90 ettari di terreno e una spesa di 900.000 euro, non 22.000.000. Per ottenere un bosco planiziale equilibrato non occorre manutenzione speciale, perché, col tempo, rimarranno circa 300 piante per ettaro. I comuni dispongono certo di tecnici che possano poi progettare e realizzare in proprio la sentieristica. Ove il Comune di Milano metta a disposizione il terreno siamo disponibili a fare noi la piantumazione. GiorgioCavazza Caro Cavazza, che bello sarebbe se la proposta di Claudio Abbado venisse accolta dal Comune. Le svolte nascono anche per una scommessa azzardata e Milano che ritrova il gusto della sfida è una città che può indicare una via coraggiosa per il futuro: se si vuole, si può fare. Questa degli alberi da piantumare non è una rivoluzione ambientale: è una restituzione, un modo per risarcire la città da quello che ha perso, che gli è stato rubato: il verde. Il fatto che un importante direttore d'orchestra, protagonista di una indimenticabile stagione culturale, abbia proposto un mefistofelico patto per il suo ritorno, più che una provocazione sembra un segnale: non possono contare solo i soldi in questa città, hanno più valore la qualità urbana, la salvaguardia dell'ambiente, la capacità di prendere decisioni a vantaggio dei nostri figli. Milano è caduta in basso in fatto di aria, di verde, di spazi urbani: bisogna restituire ai milanesi una città più respirabile, dove gli alberi non siano visti come un ostacolo ai parcheggi o ai grattacieli. Il maestro Abbado, con il suo cachet da 90 mila alberi, mette sulla bilancia della trattativa un diverso valore: il sogno di una Milano città dell'ambiente. E questo non ha prezzo. gschiavircs.it di Giangiacomo Schiavi