Allarme nella relazione consegnata al pm Ferri: «Terreno cedevole, bloccare gli interventi» Stop ai lavori per il parcheggio sotterraneo: rischio instabilità per gli scavi Il parcheggio di piazza Cavour è di nuovo sotto esame. E questa volta da parte della magistratura: il pm Paolo Giorgio Ferri ha chiesto ad una serie di consulenti tecnici una relazione per «accertare se vi sia un pericolo per la sicurezza statica del Palazzo di Giustizia, a causa degli scavi preliminari eseguiti per il parcheggio interrato». E la risposta degli esperti al quesito del pm è chiara: «L'intervento urgente da attuare è l'interruzione degli scavi, ricercando per quelli già eseguiti una soluzione che non crei un significativo apporto sugli stati profondi del terreno», perché «la stabilità dell'edificio è eccezionalmente sensibile a qualsiasi alterazione dello stato dei luoghi». E si parla di una nuova «crepa» sulla parte del Palazzaccio che ospita la Corte di Cassazione. Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE «Parcheggio di piazza Cavour, stop agli scavi» Gli esperti alla Procura: pericolo-instabilità per il Palazzaccio, sede della Cassazione Il pm Paolo Giorgio Ferri ha aperto un'inchiesta e in una consulenza gli esperti segnalano i pericoli Il parcheggio di piazza Cavour è di nuovo sotto esame. E questa volta da parte della magistratura. Il pm Paolo Giorgio Ferri ha chiesto ad una serie di consulenti tecnici una relazione «per accertare se vi sia un pericolo per la sicurezza statica del Palazzo di Giustizia, a causa degli scavi preliminari eseguiti per la costruzione del parcheggio interrato». E la risposta degli esperti è chiara: «Bisogna interrompere gli scavi». Si parla di una nuova «crepa » sulla parte del Palazzaccio che ospita la Corte di Cassazione affacciandosi sulla piazza, di lavori di scavo e di costruzione del parking temporaneamente sospesi, in attesa delle decisioni della procura. A cui spetta il compito di capire meglio se ci sono effettivamente pericoli per l'edificio che, pur non vecchissimo (la costruzione fu realizzata a più riprese e terminata l'11 gennaio 1911) ha numerosi acciacchi, complice la vicinanza con il Tevere. Sono stati dunque acquisiti materiali da cui si aspettano informazioni utili: il piano del parking Cavour, il giornale dei lavori all'interno del cantiere, le misure, i resoconti con i volumi di terreno finora asportati. E anche la documentazione relativa al posteggio che si trova nel Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per il Lazio e nell'Ufficio speciale emergenza traffico e mobilità del Comune. Non è il primo allarme per la sede del massimo organismo giudiziario del Paese. Nell'estate del 2007 gli esperti, di fronte a «movimenti impercettibili», oltre a un «leggero abbassamento » del Palazzaccio (costantemente sotto osservazione), lanciarono un invito a stare in guardia: perché lavori e scavi potessero proseguire, bisognava eliminare il dubbio di qualsiasi riflesso sulle strutture antiche. Ci furono, però, le rassicurazioni degli ingegneri responsabili dell'opera. Oggi la piazza, sul lato destro guardando il Tevere, è circondata da bandoni di lamiera, molte palme sono scomparse e si va avanti soprattutto con i sottoservizi. Ma ulteriori scavi, anche di indagine archeologica (l'obiettivo dei lavori è di scendere oltre gli oltre gli otto metri), risultano, al momento, fermi. Del resto il pubblico ministero aveva posto agli esperti un preciso quesito «sullo stato dei luoghi»: «Sul pericolo attualmente esistente e se il palazzo di Giustizia abbia bisogno di interventi non differibili». E, ancora, «se l'attuale situazione non sia imputabile ai recenti scavi effettuati». A pagina 54 del dossier depositato in procura viene sottolineato come «il Palazzo, notoriamente fragile e sensibilissimo a ogni variazione delle condizioni al contorno, si sia lesionato significativamente, tanto da creare allarme, in concomitanza degli scavi». Diagrammi, tabelle, complessi calcoli matematici e fotografie compongono la relazione di oltre 70 pagine, che ricorda la storia dell'imponente edificio e delle sue peripezie statiche. E che precisa: «Con gli scavi del parcheggio su piazza Cavour si creeranno le condizioni per provocare una seconda grande lesione, con lo stesso andamento dei fenomeni che si sono manifestati alla fine della costruzione dell'opera intorno al 1910», perché «il palazzo si presenta particolarmente debole nei confronti di qualsiasi attività che alteri la distribuzione dei carichi e del peso sugli strati fondali». Ancora: «Con i nuovi lavori per il parcheggio su piazza Cavour si potrà forse ripetere una fenomenologia già nota, con possibili problemi di crolli e pericoli per la pubblica incolumità» (pag.70). La conclusione degli esperti? La risposta si può sintetizzare nei chiarimenti ai due quesiti di Ferri: la necessità di eventuali interventi sul Palazzaccio. E se la situazione sia imputabile agli scavi effettuati sulla piazza. La prima: «L'intervento urgente da attuare è l'interruzione degli scavi, ricercando per quelli già eseguiti una soluzione che non crei un significativo apporto sugli strati profondi del terreno ». La seconda: «La stabilità dell'edificio, lungamente studiata fin dal 1970 e notoriamente precaria, è eccezionalmente sensibile a qualsiasi alterazione dello stato dei luoghi al contorno ». Il parcheggio di piazza Cavour prevede attualmente di arrivare a 700 posti macchina, con tre piani sotterranei rispetto ai due del progetto iniziale. Ed è proprio l'ampliamento a creare i maggiori rischi in caso di scavi più profondi, oltre i sei metri. Il Palazzo di Giustizia, la cui costruzione fu avviata il 14 marzo del 1889 alla presenza di re Umberto I di Savoia e della famiglia reale in località Prati di Castello su progetto dell'ingegnere Guglielmo Calderini, è sempre stato un gigante un po' fragile: i cedimenti del piano fondale iniziarono subito dopo l'inaugurazione, l'11 gennaio 1911, e si sono andati lentamente aggravando nel corso degli anni, per ampiezza ed estensione. La lentezza del fenomeno ha fatto sì che gli occupanti si abituassero ad essi, finché nel luglio del 1969, in concomitanza dei lavori di un parcheggio sotterraneo, i dissesti si aggravarono repentinamente, tanto che crollò una mensola in granito: il Palazzaccio fu chiuso ed iniziarono lunghi lavori di restauro. Da allora è costantemente monitorato. Lilli Garrone Laura Martellini Il progetto La struttura prevede adesso tre piani sotterranei (inizialmente erano due) e, una volta conclusa ed entrata a pieno regime, potrà ospitare fino a 700 auto Verifiche Il cantiere di piazza Cavour è da sempre sotto stretto controllo a causa del delicato equlibrio statico degli edifici che lo circondano