Caffè che risalgono a prima dell'Unità d'Italia, librerie con scaffali di legno intagliato, farmacie col profumo degli antichi speziali e pasticcerie con vetrine dal sapore d'altri tempi. Sono più di 1.500 i locali storici toscani da tutelare e da salvare dall' avanzata di moderni negozi, senza anima e senza tradizione. Ne sono consapevoli i Comuni, che ogni giorno vedono impoverirsi sempre di più i loro centri storici; e ne è consapevole la Regione, che ha preso le redini del problema e ha deciso di riordinare leggi e regolamenti, definire «griglie» di antichità e finanziare quei progetti tesi a proteggere quel patrimonio di storia, cultura, tradizione e identità cittadina, che sono appunto locali storici. Da qui le proposte avanzate ieri nell'ambito del convegno nazionale organizzato proprio dalla Regione Toscana al Convitto della Calza, dal titolo «Negozi e mercati storici e di tradizione». Un appuntamento voluto dall'assessore al commercio Susanna Cenni, che ha riunito alcune delle esperienze più significative del territorio italiano legate alla salvaguardia degli antichi negozi. e da cui è partito un importante documento sulla necessità di specifici regolamenti di tutela. Nel documento, ad esempio, si propone la modifica della legge sulle locazioni ad uso non abitativo, per definire un meccanismo in grado di calmierare gli affitti dei negozi e delie botteghe di interesse storico-culturale, ricorrendo ad agevolazioni fiscali per i proprietari degli immobili. Nell'ambito del convegno è stata poi annunciata poi la realizzazione entro l'anno di un portale Internet, sul quale scorrere l'elenco aggiornato delle botteghe e degli esercizi commerciali italiani di specifico interesse storico, culturale, di tradizione o tipicità. Antonio Lovecchio, dirigente della Regione Liguria e capofila a livello nazionale per il commercio, ha parlato poi della necessità di un osservatorio nazionale delle regioni, con il compito di mormorare costantemente queste realtà commerciali, cercando di prevenirne la scomparsa. Intanto l'assessore ha assicuralo che entro l'estate la giunta approverà un «Codice regionale del commercio», che semplificherà le nonne del settore, comprendendo in un testo unico tutta la disciplina, dal dettaglio alla grande distribuzione, dall'ingrosso alle fiere e ai mercati, dai bar e ristoranti agli ambulanti. «E' all'interno di questo nuovo testo unico ha detto l'assessore Cenni che troverà posto anche la tutela attiva dei negozi e dei mercati storici e dì tradizione». Prevista al riguardo una task-force per la salvaguardia delle realtà a rischio, con priorità per le città d' arte, e con contributi in conto capitale, fino al I5. per le imprese che operano in botteghe e mercati di interesse storico e culturale. L'elenco dei locali che rischiano di sparire è purtroppo lunghissimo. Basti pensare allo storico Gran Caffè Margherita di Viareggio, oppure a quel monumento alla cultura del Novecento che è le Giubbe Rosse di Firenze. All'elegante Caffè Valiani di Pistoia o al Costanti eli Arezzo. Per citarne solo alcuni.