Il costruttore romano negli anni Novanta fu al centro di indagini sulle tangenti del mattone I rapporti con il finanziere milanese Ligresti E per villa Blanc rischiò larresto Il suo motto è «lavoro, lavoro e ancora lavoro». Ogni giorno nei cantieri, i suoi naturalmente, entra alle 7 ed è capace di uscirne alle 10 di sera. Controlla ogni dettaglio, è un costruttore vecchio stampo, allergico alla finanza, ha tre figli che gli hanno dato qualche pensiero, due di loro nel 2003 finirono sui giornali per la vicenda degli esami comprati a Giurisprudenza. Antonio Pulcini, 65 anni, moglie sarda, ha una seconda passione nella vita. Lisola dove la consorte nacque: Olbia ma soprattutto Poltu Quatu, villaggio di 95 mila metri cubi in 7 ettari di costa che realizzò negli anni 80. Personaggio schivo, lontane origini abruzzesi come gran parte dei "palazzinari" romani, ha fama di essere piuttosto ruvido ma con unintelligenza imprenditoriale sopraffina. È sempre alla fine degli ?80, ben appoggiato dalle giunte capitoline e laziali guidate dal pentapartito (Dc e Psi dettavano lagenda politica) che Pulcini si fa strada. È tra i costruttori che realizzano le ville dellOlgiata, edifica palazzine, una anche di fronte al teatro dellOpera, non di rado il suo nome rievoca vecchie inchieste giudiziarie sul mattone: da presunte irregolarità nella compravendita di Villa Blanc, la villa ottocentesca ora della Luiss, per la quale nel ?93 ha anche rischiato larresto, ai sospetti di manomissione di atti pubblici. Come nella mappa catastale per ottenere il cambio di destinazione duso di una ex fabbrica di sua proprietà, la ex Snia Viscosa, dove doveva nascere un centro commerciale: i lavori cominciarono ma subito fecero danni, le tubature cedettero e si creò il "Laghetto della Snia", come tuttora lo chiamano al Pigneto. Già allora si riteneva che Pulcini a Roma fosse uno dei terminali degli interessi del finanziere Salvatore Ligresti, ma nel caso ex Snia, Ligresti smentì. Ed è in quegli anni anche lavvio delle Terrazze del Presidente ancora col viatico dellassessore regionale sbardelliano Paolo Tuffi. Lintervista "Grazie a chi ho costruito? Alla politica italiana" Così Pulcini rispose alle domande di Report Ecco come il costruttore Antonio Pulcini aveva risposto alle domande di Paolo Mondani, inviato di Report, nella puntata "I re di Roma" andata in onda lo scorso 4 maggio. Il giornalista fuori campo: «... Spuntano i palazzoni di Via Di Acilia... Sono le Terrazze del Presidente... Siamo nel 1990, ai costruttori Antonio Pulcini e Salvatore Ligresti arriva un primo miracolo: la regione Lazio (allora con governo Dc-Psi ndr.) concede di realizzarli su unarea destinata a verde e servizi pubblici. Ma Tar e Consiglio di Stato dichiarano quei palazzi abusivi. Nel 94, il secondo miracolo, il condono edilizio del governo Berlusconi con anche un emendamento ad hoc per sanare le case di Acilia. Chi deve ringraziare di tutto questo?» Il costruttore Pulcini: «Credo...non lo so...la politica italiana. Che devo dire?». Fuori campo si vede che ha dato soldi, tutti dichiarati, a partiti come An e Lega Nord. Il giornalista: «Quanti appartamenti realizzate lì?» Pulcini: «Circa 1300, per oltre 4 mila persone». Il giornalista: «Quanto costano a metro quadro?» Pulcini: «In questo momento sui 40004500. E un buon prodotto, di elevata qualità. Lo può andare a visitare. E se dovesse aver bisogno di comprare una casa si può accomodare nei nostri uffici»