LA RESA dei conti è arrivata. In tutti i sensi. A poche ore dalla fine del 2008, il Comune ha ridotto da 33 a 25 milioni i fondi di dotazione annualmente assegnati alle fondazioni culturali. I più colpiti i tre enti maggiori: Regio, Teatro Stabile e Fondazione Musei, cui sono andati 15 milioni invece 23 milioni richiesti inizialmente per le iniziative svolte nellanno che si è concluso (ma lente lirico ha ottenuto il milione e 800 mila euro per la manutenzione straordinaria). Una sforbiciata anche per la Fondazione Priolo (Museo del Cinema): da 3 a 2 milioni La scure invece non si è abbattuta sulla Fondazione del Libro, su FilmCommission e su altre realtà con bilanci meno consistenti. «Una scelta necessaria - spiega lassessore al Bilancio Gianguido Passoni - vista la situazione finanziaria del Comune. Partendo dal principio che servizi essenziali come il welfare o il sostegno alloccupazione non possono essere toccati, come pure gli investimenti (questo avrebbe un grave effetto recessivo) tutti i settori comunali devono far proprio la nuova regola della sobrietà: la cultura come i lavori pubblici o il commercio». Passoni, con il pieno sostegno del sindaco Sergio Chiamparino, queste considerazioni le ha ribadite nel «vertice telefonico» che lunedì sera e ieri mattina ha coinvolto i vertici delle istituzioni culturali interessate. Che ovviamente non hanno accettato di buon grado il taglio complessivo del 20 per cento ma alla fine hanno dovuto cedere di fronte allatteggiamento irremovibile di Passoni e Chiamparino. Accettato dagli altri colleghi di giunta che ieri ha ufficializzato gli stanziamenti. Ma luomo delle finanze comunali sottolinea due aspetti. Il primo: «È chiaro che il Comune non abbandona le fondazioni qualora emergessero difficoltà: garantiamo il nostro intervento in caso di necessità. E poi va ricordato che stiamo parlando di fondi di dotazione e non di semplici contributi a pioggia». Il secondo punto è quello che sta più a cuore allassessore: «Al di là delle attuali serie difficoltà, è chiaro che questo meccanismo di finanziamento è da rivedere. Lo abbiamo detto agli amministratori delle fondazioni, con cui ci incontreremo nei primi giorni dopo la pausa festiva. Il meccanismo grazie al quale il Comune è praticamente messo di fronte al fatto compiuto ed è in qualche modo ?obbligato a concedere gli stanziamenti a fine anno non è più accettabile. Deve prevalere il concetto della programmazione e delle spese compatibili: mi piacerebbe che nel vertice di gennaio si riuscisse a mettere le basi per programmare lattività del biennio 2009-2010». La soluzione della vicenda soddisfa il presidente della commissione cultura del Comune, Luca Cassiani: «Alla fine la situazione non è così drammatica come qualcuno ha voluto dipingerla. Certo ci sono dei sacrifici: ma in tutti i campi dellamministrazione sono necessari dei risparmi. E poi forse è necessario riequilibrare il rapporto tra Palazzo Civico e le fondazioni culturali che dal Comune vengono finanziate. Le fondazioni non sono libere repubbliche indipendenti. E certe affermazioni come quella di Giovanna Incisa Cattaneo, numero uno di Torino Musei, sul Mao («sarebbe stato meglio rimandarne lapertura») sono quanto meno discutibili. Certe decisioni spettano a chi rappresenta i torinesi in Consiglio comunale».