Appello dei commercianti di Capri per la tutela della Certosa di San Giacomo, il trecentesco complesso monumentale, sempre al centro di polemiche per il suo ormai trentennale abbandono. Sotto accusa, oltre al lento e inesorabile declino, anche la mancanza di regole e norme legate al varo di un piano d'utilizzo da rispettare. Un uso indiscriminato, dicono i commercianti capresi, che contrasta nettamente con la struttura che dovrebbe essere tutelata da norme severe, per evitare che il monumento più bello e importante dell'isola venga utilizzato come ristorante e spettacoli di gala. A puntare l'indice, per conto della sua categoria, stavolta è Beppe Massa, il presidente dell'associazione commercianti di Capri, che in un lungo, accorato e dettagliato documento inviato al ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani, all'assessore alla Cultura della Regione Adriana Buffardi, al soprintendente ai Beni Storici Nicola Spinosa, al direttore del distretto di Capri dell'Asl 5 Sergio Pucciarelli, all'associazione Federculture e al sindaco di Capri, Costantino Federico, ha denunciato «l'utilizzo indiscriminato del prezioso monumento che troppo spesso viene concesso per finalità gastronomiche». Il numero uno dei commercianti capresi ha voluto attirare l'attenzione degli organi competenti alla vigilia della stagione turistica del 2004. «È nostra intenzione -dice Massa - di evitare che si ripresentino gli stessi problemi e le stesse preoccupazioni che, ogni anno, mettono a dura prova la pazienza degli imprenditori e che danneggiano l'immagine del paese». L'appello del presidente dell'Ascom agli organi che hanno giurisdizione sulla Certosa era già stato lanciato lo scorso anno. Quanto alla chiusura della stagione turistica, nel corso di un'assemblea dei commercianti era stato stigmatizzato l'abuso perpetrato nei confronti di uno dei beni monumentali più importanti dell'isola che in varie occasioni era stato utilizzato, dice Massa, «alla pari di un mega-ristorante all'aperto per ospitare banchetti, serate di gala, matrimoni e conviviali vari». E fu proprio il ministro Giuliano Urbani - dichiara il presidente Massa - lo scorso anno, (quando inviammo il nostro primo documento) ad assicurarci il suo interessamento dando disposizioni mirate affinchè il problema fosse avviato a soluzione». A distanza di un anno però dobbiamo rilevare che nessun intervento è stato avviato e con l'approssimarsi della stagione turistica la Certosa di S. Giacomo continua il suo inesorabile declino. Anche perché ogni anno viene concessa solo per ricaverne benefici economici. Noi ci batteremo -conclude Massa - in tutte le sedi istituzionali affinchè la Certosa resti un'espressione d'arte un luogo di culto e un centro dove conservare la storia millenaria di Capri». Il sindaco di Capri non intende fermarsi alla polemica del ristorante nel chiostro. Per lui, il problema si risolve affidando la gestione al Comune. Denuncia Costantino Federico: «Sono le Sovrintendenze che manifestano la loro resistenza a coinvolgere il Comune. Ritengo fondamentale, invece, l'intesa tra la Soprintendenza ai Beni archeologici e ambientale, per realizzare finalmente il museo di cui Capri ha bisogno, per il restauro e l'uso delle aree e per l'organizzazione di eventi. Solo con una stretta e fattiva sinergia tra Soprintendenze e Comune sicuramente si potrebbero superare quegli ostacoli che oggi bloccano la rinascita della Certosa».
Caro ministro, salviamo la Certosa
Il presidente dell'Ascom di Capri, Beppe Massa, ha inviato un appello al ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani, all'assessore alla Cultura della Regione Adriana Buffardi, al soprintendente ai Beni Storici Nicola Spinosa, al direttore del distretto di Capri dell'Asl 5 Sergio Pucciarelli, all'associazione Federculture e al sindaco di Capri Costantino Federico, denunciando l'utilizzo indiscriminato della Certosa di San Giacomo, un trecentesco complesso monumentale, come ristorante e spettacoli di gala. Massa sostiene che l'uso del monumento è in contrasto con la struttura che dovrebbe essere tutelata da norme severe.
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