Abbattere per ricominciare. È questa la soluzione che, dopo circa tre mesi di sigilli, consentirà ai titolari dei gazebo di piazzetta Rodinò di riprendere in tempi brevi l'attività. Le prime strutture, in ferro e vetro, ad andare giù questa mattina saranno quelle del gazebo «Orange». A ruota seguiranno gli altri due esercizi. La decisione di consentire il dissequestro temporaneo dei gazebo per permettere l'abbattimento delle strutture incriminate è stata presa, durante le feste di Natale, dai gip Caputo e Primavera. Si tratta comunque solo di un dissequestro temporaneo. I titolari di Orange e Rodinò 28 avranno infatti 60 giorni di tempo per mettersi in regola mentre Cimmino ne avrà 90. Dopo questo passaggio indispensabile i proprietari potranno chiedere il dissequestro definitivo ai pm, che coordinano l'inchiesta sulle presunte irregolarità nel rilascio delle licenze, e che il 23 dicembre scorso avevano dato parere negativo alla richiesta di dissequestro avanzata dall'avvocato Salvatore Pane, legale di fiducia dei titolari degli esercizi. «In questo modo - spiega Pane - più presto abbatteranno le strutture in ferro e vetro e prima potranno riprendere a lavorare. Sempre in attesa, comunque, che venga perfezionato il progetto di risistemazione definitivo dei gazebo e quindi anche della stessa piazzetta Rodinò». Un progetto redatto dall'architetto Valentina Ruggiero, tecnico di parte e che ha già avuto anche il parere favorevole della Soprintendenza. A questo progetto dovrà comunque uniformarsi anche il gazebo del Coco Loco (subito dissequestrato). Manca, sembra, solo la richiesta al Comune, da parte degli interessati, per il rilascio dell'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico per il 2009 per dare il via al nuovo arredo della piazzetta alle spalle di via Filangieri. Non è la prima volta che il ripensamento dei gazebo è funzionale ad un nuovo modo di concepire lo spazio alle spalle di via Filangieri. Due anni fa circa l'architetto Massimo Rosi, con suo figlio Riccardo, elaborò un ambizioso progetto di arredo urbano e restauro ambientale per tutta l'area di Chiaia, in collaborazione d'intesa con l'architetto Benedetto Gravagnuolo. «Avevamo progettato di valorizzare al massimo la storia di questa antica zona di Napoli - spiega Massimo Rosi - in particolare il fatto che proprio il largo Rodinò rappresentava l'ingresso della bimillenaria via Puteolana. Si era pensato anche ai gazebo per inserirli nello scenario della piazzetta, un'insenatura naturale tra Cavallerizza a Chiaia e via Filangieri. Un modo omogeneo ed unitario di concepire l'arredo urbano, naturalmente tenendo conto degli esercizi commerciali esistenti. Il progetto però, nonostante fosse stato giudicato affascinante, non ebbe tuttavia il placet della Soprintendenza». E tornando al presente, sembra che comunque manchi davvero poco per scrivere la fine alla contorta vicenda dei gazebo di piazzetta Rodinò, dopo tre mesi di sigilli. Dopo un primo sequestro delle strutture il 1 settembre, che però lasciava la «facoltà d'uso» il 9 ottobre vennero apposto i sigilli alle strutture di 4 locali, Gran Caffè Cimmino, Orange, Coco Loco (che non essendo sequestrato non rientra nell'attuale provvedimento) e Rodinò 28, dagli uomini della VI unità di polizia municipale. Erano poi seguiti tanti colpi di scena: prima il nulla osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici, una decisione che aveva aperto il cuore alla speranza dei commercianti, poi il parere negativo dei magistrati inquirenti e ora il dispostivo di dissequestro temporaneo dei gip.
NAPOLI - DECORO: gazebo di piazzetta Rodinò : abbattere per ricominciare.
I titolari dei gazebo di piazzetta Rodinò, Gran Caffè Cimmino, Orange, Coco Loco e Rodinò 28, possono riprendere l'attività dopo tre mesi di sigilli. La decisione di consentire il dissequestro temporaneo è stata presa dai gip Caputo e Primavera. I proprietari hanno 60 giorni per mettersi in regola, mentre Cimmino ne ha 90. Il progetto di risistemazione definitiva della piazzetta è ancora in attesa di perfezionamento. I titolari dei gazebo devono uniformarsi al progetto dell'architetto Valentina Ruggiero, che ha già avuto il parere favorevole della Soprintendenza. Il progetto include anche il gazebo del Coco Loco, che è stato già dissequestrato.
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