A Roma il turismo rappresenta una bella fetta di reddito e di occupazione metropolitana. Oltre che di immagine. Per cui una sua flessione, dopo anni di continui incrementi, preoccupa. Ma reagire in modo improvvisato non giova a nessuno. Il calo di arrivi e presenze - nazionali e straniere - appare marcato, come lo è a Venezia o a Firenze, e si è andato accentuando dalla primavera ad oggi. Tuttavia è vero che il 2007 era stato un anno eccezionale per Roma la quale ora è ridiscesa ai livelli del 2006. Turismo chiama cultura, soprattutto qui. E la cultura, invece di produrre iniziative comuni e coordinate, sembra produrre soprattutto polemiche, magari interne alla stessa area politica che governa Roma e il Paese. Per cui il concerto rock di Gianna Nannini ai Fori Imperiali (idea peregrina, onestamente) diventa addirittura «una baracconata» mutuata dal «nicolinismo» d'antan (sottosegretario Francesco Giro). Per cui insorgono sia il vice-sindaco di oggi, Mauro Cutrufo, sia l'assessore di trent'anni fa, Renato Nicolini Tanto per non farsi mancare niente, il fresco sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, che, messo seccamente da parte a Milano, punta su Roma (Macro o Maxxi?), tira di mezzo col linguaggio ormai insopportabile della telerissa l'assessore capitolino alla Cultura, Umberto Croppi. Il quale molto signorilmente non raccoglie e abbandona la riunione. Ma nulla di tutto ciò giova alla città, né, tantomeno, costruisce prospettive per essa. Crisi del turismo o crisi della cultura? La prima ha colpito due componenti di fascia alta, americani e giapponesi, quindi gli hotel a 5 e a 4 stelle. Se così è - ma, certo, bisogna studiare meglio le cose - non servono eventi ed eventini, concerti e concertini, centurioni e gladiatori ammassati dentro e fuori il Colosseo a fingere combattimenti. Bisogna ragionare in termini di medio periodo, lo propone la Regione, e attrezzarsi di conseguenza. Venezia, per esempio, lancia proposte integrate a costi ridotti, un «bollino verde» per alberghi, musei, trasporti, parcheggi, persino matrimoni, reclamizzato su Youtube dallo stesso sindaco Cacciari. Per saperne di più, basta cliccare www.veniceconnected.it. Perché Roma non può proporre e lanciare qualcosa di analogo invece di rissare? Anche il ritorno della violenza a Campo de' Fiori accresce il disagio. Vigili se ne vedono pochi in giro. L'arredo urbano è dei più deplorevoli e l'occupazione di suolo pubblico ininterrotta. Però, contro la crisi, il presidente dei commercianti chiede ancor meno regole, ancor meno prescrizioni. Imbruttendo, involgarendo Roma si pensa davvero di riconquistare il turismo qualificato? Le mangiatoie già dilagano e non sono quelle del presepe. Il degrado Involgarendo Roma si pensa davvero di riconquistare il turismo qualificato?