Sotto inchiesta il complesso «Le Terrazze del Presidente»: sospetti su condoni e cambi di destinazione d'uso Fuorilegge 1.300 appartamenti, indagati funzionari del Comune e del Municipio Una colata di cemento alle porte di Roma, fra Ostia e l'Eur. «Le Terrazze del Presidente», ad Acilia, dodici palazzine destinate a coronare il sogno di molti, da ieri sono sotto sequestro preventivo. Più di 1.300 unità immobiliari abusive, secondo i pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, che hanno iscritto nel registro degli indagati sedici persone, accusate di abuso d'ufficio, con domande di condono false: funzionari del XIII Municipio, impiegati dell'ufficio condoni edilizi del Comune, tecnici e amministratori dei costruttori, la società Eur Servizi Terziari srl. Esclusi dal sequestro gli appartamenti già venduti e quelli occupati, e nessuna responsabilità sarebbe emersa a carico di assessori o consiglieri comunali. Terrazze del Presidente, 1.300 case abusive Acilia, per la magistratura le abitazioni del complesso sono fuorilegge: 16 indagati Sotto inchiesta funzionari dell'Ufficio condoni del Comune e del XIII Municipio, tecnici delle imprese Una colata di cemento alle porte di Roma, fra Ostia e l'Eur. «Le Terrazze del Presidente», ad Acilia, dodici palazzine destinate a coronare il sogno di molti (benestanti, visto il costo al metro quadro), da ieri sono sotto sequestro preventivo. Più di 1.300 unità immobiliari abusive, secondo i pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, che hanno iscritto nel registro degli indagati sedici persone, accusate di abuso d'ufficio, con domande di condono false: funzionari del XIII municipio, impiegati dell'ufficio condoni del Comune, tecnici ed amministratori della ditta costruttrice, la società Eur Servizi Terziari srl. Nessuna responsabilità sarebbe emersa nell'inchiesta a carico di assessori o consiglieri comunali. E dal sequestro, a salvaguardia dei cittadini che hanno comprato in buona fede, sono state escluse le case già vendute, i cui proprietari non sono indagati, e quelle comunque occupate, di cui si cercherà di capire la condizione, caso per caso. «Siamo a disposizione della magistratura per fare il massimo della chiarezza - ha subito precisato il sindaco Alemanno - . Disporremo al più presto un'indagine interna all'amministrazione per contribuire ad individuare le responsabilità». Era stata la trasmissione di Raitre «Report» a rilanciare a maggio scorso le denunce di «anomalìe» nella cementificazione di quella distesa di campagna romana. Seguirono smentite, repliche, querele da parte di personaggi citati nel servizio. Ma anche l'inchiesta della magistratura, che vuole vederci chiaro su una vicenda che si può sintetizzare in pochi punti chiave, e in particolare sulle domande di condono edilizio - tre in tutto - presentate dalla società titolare all'indomani dell'entrata in vigore della legge 72494. L'ipotesi della Procura è che le istanze accolte dal Comune fra il 2003 e il 2004 si siano basate su false ricostruzioni «ante operam», e cioè che, per ottenere più facilmente la liberatoria, siano state prospettate situazioni diverse da quella reale, quando degli edifici c'erano solo gli scheletri. Atteggiamento - sempre secondo i magistrati - avallato da funzionari compiacenti nel corso dei sopralluoghi eseguiti nel cantiere del complesso. Non solo: le originarie tre richieste di concessione si sarebbero illegittimamente ampliate a dismisura, fino ad arrivare alla regolarizzazione di ben 970 unità, ulteriormente aumentate di numero grazie alla presentazione a partire dal 2005 di D.I.A. che prevedevano frazionamenti interni. Se venisse confermato dall'avanzamento dell'inchiesta ma l'indagine deve fare il suo corso - sarebbe, insomma, un abuso di proporzioni spaventose: un'area, residenziale e non, di 97.415,53 mq, e un volume totale di 295.976,95 metri cubi diviso in 1.367 unità immobiliari, 38 esercizi commerciali, un porticato di 170 mq, diviso a sua volta in quattro unità immobiliari, e un vantaggio per le sole concessioni in sanatoria rilasciate a giugno e novembre 2004 valutato in oltre 100.000.000 di euro. Numerose le reazioni all'inchiesta, illustrata con una conferenza stampa dal procuratore Giovanni Ferrara. «Una pagina buia dell'urbanistica romana, comunque vada a finire», tuona Angelo Bonelli dei Verdi, che addebita grosse responsabilità alla legge varata dal governo Berlusconi nel '94. «Nel 2003 - ricorda il presidente del XIII municipio, Giacomo Vizzani - quand'ero consigliere comunale, sollevai dubbi sulla regolarità delle domande di condono visto che si chiedeva un cambio di destinazione d'uso, quando un uso ancora non c'era, perché Le Terrazze erano ancora solamente pilastri di cemento armato». «Sarebbe opportuno vigilare anche sulla nuova urbanizzazione dei Colli Portuensi» l'invito di Marco Giudici (Pdl), consigliere del XVI municipio. Laura Martellini
LAZIO - URBANISTICA: Acilia, abusivo un intero quartiere
Il complesso Le Terrazze del Presidente, ad Acilia, è stato sotto sequestro preventivo a causa di sospetti di abuso d'ufficio e condoni edilizi. Più di 1.300 unità immobiliari abusive sono state iscritte nel registro degli indagati, accusate di aver presentato domande di condono false. Sono stati indagati funzionari del XIII Municipio, impiegati dell'ufficio condoni del Comune, tecnici e amministratori della società Eur Servizi Terziari srl. L'inchiesta vuole chiarire se le istanze di condono presentate dal Comune fra il 2003 e il 2004 si basavano su ricostruzioni false e se gli edifici c'erano solo gli scheletri.
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