Anno nero il 2008 per le mostre italiane. Bisogna tornare indietro di dieci anni, prima che attecchisse anche da noi il fenomeno delle grandi mostre-grandi eventi, per trovare dati di affluenza così bassi ai vertici della top ten delle rassegne più viste. In vetta c'è «Paul Gauguin. Artista di mito e sogno», allestita fino al 3 febbraio al Vittoriano di Roma, con 243.182 presenze, seguita da «Roma e i Barbari» di Palazzo Grassi a Venezia (211.728) e «America!» al Museo di Santa Giulia di Brescia (203.000). E va detto che sia «America» sia «Gauguin» erano partite nell'autunno 2007, quando i venti di crisi erano ancora poco percepiti. Tutta nel 2008 la mostra di Palazzo Grassi. Allestita da fine gennaio a luglio inoltrato ha spalmato sul lungo periodo le visite, che restano comunque contenute rispetto agli standard «storici» della sede espositiva veneziana, quand'era la Fiat a organizzare le mostre archeologiche. Lo stesso discorso vale per il quarto posto di Pinturicchio, bellissima rassegna della Galleria Nazionale dell'Umbria, aperta da febbraio a fine agosto, che ha registrato 202.289 presenze, meno della metà delle iniziative dedicate a Perugino nel 2004 (altri tempi). A metà classifica, «Renoir», mostra primaverile del Vittoriano, che ha toccato i 180.000 visitatori, un risultato sfiorato nel 2007 solo dalle ultime due posizioni. Al sesto posto c'è «Canova alla corte degli zar» a Milano, che ha richiamato 165.689 persone con statue dall'Ermitage di San Pietroburgo, quasi alla pari con «Correggio e l'antico» della Galleria Borghese a Roma (165.160, ma qui il biglietto è cumulativo con la visita del prestigioso museo). Buoni risultati per Sebastiano del Piombo, artista illustre ma «di nicchia» che però a Palazzo Venezia ha totalizzato 137.358 presenze. Nono «L'ultimo Tiziano e la sensualità della pittura» all'Accademia di Venezia (133.472); chiude la top ten 2008 «Mirò: la terrà» a Palazzo dei Diamanti di Ferrara.