La più imponente tra le grandi opere promesse da Silvio Berlusconi nel famoso contratto con gli italiani sembra essere destinata alla cartella delle promesse incompiute dell'attuale governo. Il Ponte sullo Stretto di Messina è stato bocciato dal Parlamento europeo. A Strasburgo è stato approvato un emendamento presentato dal gruppo dei socialisti, verdi e sinistra al piano della Commissione. Favorevoli all'emendamento 231 deputati, contrari 189. Il ministro della Attività produttive Antonio Marzano non dà importanza al parere europeo: «Il voto del Parlamento europeo non incrina minimamente la decisione assunta dal governo italiano di realizzare il ponte sullo Stretto di Messina». E lo stesso fa il "padre" della faraonica impresa, il ministro ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi spiegando che l'opera è stata «decisa e approvata» in sede Cipe e quindi debitamente corretta andrà avanti anche dopo la bocciatura di Strasburgo. Sul progetto del Ponte - dice l'Europarlamento - «è necessario effettuare un'ulteriore valutazione ambientale strategica, nonchè un'analisi costi-benefici sul piano socioeconomico». Il no al ponte, pur non escludendolo dalla lista dei progetti prioritari italiani, causerà probabilmente un ritardo nell'iter della rete transeuropea per il quale era stato concordato tra le varie istituzioni un binario privilegiato per accelerarne l'avvio. Bocciata anche la proposta di includere nella lista dei progetti prioritari, l'asse ferroviario Marsiglia-Torino, con il tunnel del Monginevro. Il Parlamento europeo ha segnalato due punti da affrontare per inserire l'opera tra quelle meritevoli di essere considerate come progetto comunitario: una nuova valutazione ambientale e un'analisi costi-benefici. A questo punto soltanto un difficile compromesso nell'aula di Strasburgo potrebbe evitare di passare la questione al comitato di conciliazione, cosa che farebbe slittare i lavori di molto. Gli eurodeputati hanno comunque dato il loro avallo alla proposta della Commissione, accettando di riesaminare la proposta solo se sarà "modificata sostanzialmente o sostituita con un nuovo testo". Arrivani i primi comunicati delle associazioni ambientaliste che da anni si battono per impedire lo scempio della zona di realizzazione del mastodontico ponte. Il segretario siciliano Giuseppe Messina di Legambiente commenta soddisfatto: «Le perplessità hanno trovato conferma oggi nella posizione dell' Europarlamento». Nonostante le affermazioni di Marzano, la costruzione del ponte si scontrerebbe con una opinione pubblica contraria, sempre più numerosa e manifesta. Soddisfatti del voto di oggi gli eurodeputati italiani della sinistra unitaria europea Giuseppe Di Lello e Luisa Morgantini chiedonono poi che si prosegua nella «battaglia» affinchè il progetto «venga depennato anche dalle grandi opere italiane previste dalla Legge Obiettivo». Secondo il presidente di Legambiente Roberto Della Seta «poichè il Governo ha trasformato il Ponte sullo stretto nel simbolo di sviluppo italiano è chiaro che questa decisione suona anche come una bocciatura indiretta della politica infrastrutturale del Paese». Claudio Fava, europarlamentare Ds eletto in sicilia, membro della commissione trasporti, spiega come sono stati convinti cinque diversi gruppi a Strasburgo a votare contro il progetto: «Abbiamo ricordato ai nostri colleghi che per unire Palermo a Berlino non occorre il ponte ma il treno. E in Sicilia si viaggia ancora a binario unico come ai tempi di re Umberto».