Il dirigente dei Servizi museali risponde alla proposta dellassessore al Bilancio La resa della presidente della Fondazione Musei: così è davvero difficile, niente mostre per i prossimi due anni Cattaneo: "Era meglio non aprire il Mao" Perfino Giovanna Cattaneo, presidente della Fondazione Torino Musei, è scoraggiata. «Ho lavorato cinque anni per aprire il Mao, ma in questa situazione forse era meglio rimandare linagurazione». Costerà due milioni e 700mila euro allanno la gestione del Museo di Arti Orientali. Sarà difficile trovarli. Ma sarà impossibile soprattutto reperire altri fondi per eventuali mostre: quella sulla Cina che si era pensato di allestire nel 2010 non si potrà fare. E Daniele Jalla, dirigente dei Servizi museali del Comune, risponde intanto allassessore Passoni: «La sua proposta di risparmiare sui piccoli musei è da rivedere. Il risparmio non sarebbe granché». Daniele Jalla è il dirigente dei Servizi museali del Comune, oltre che presidente nazionale dellIcom, International Council of Museums. Gli chiediamo un parere sulla proposta dellassessore Passoni di «tagliare» risorse ai piccoli musei. È daccordo sullipotesi di ridurre le spese a partire dalle strutture meno blasonate? «Guardi, ho appena letto la notizia su Repubblica, sono in servizio ma non ancora informato. Vorrei innanzitutto capire meglio che cosa intenda dire lassessore Passoni e ragionare della cosa con lui, quindi pensare al reale vantaggio che si potrebbe ottenere. La prima impressione è però che il gioco non valga la candela». In che senso? «Nel senso che i piccoli musei sono anche quelli che costano di meno e su cui quindi cè meno da risparmiare. E poi bisogna anche valutare se leventuale vantaggio economico possa compensare il contraccolpo sul piano dellimmagine in caso di riduzione della fruibilità, in un momento in cui tra laltro si assiste per la prima volta dopo diversi anni a una contrazione della domanda nei confronti dei musei. Succede a Firenze, non può non succedere anche a Torino. Infine, diminuire lofferta in alcune strutture può comportare un effetto domino, creando unimmagine negativa anche per le altre. Vorrei ricordare a questo proposito che negli anni Ottanta si è faticato molto a uscire da una situazione in cui i musei erano un po aperti e un po chiusi». Pensando alle singole situazioni, se proprio si fosse obbligati, dove si potrebbe tagliare? «Le ripeto, è difficile rispondere senza unattenta riflessione, bisogna però tenere conto del fatto che le spese sono già ridotte allosso. Al Museo della Frutta il Comune partecipa solo ai costi per lapertura mettendo a disposizione il personale, in base a una convezione con lUniversità e la Regione, gli Ecomusei urbani poi, quelli delle circoscrizioni, hanno costi minimi, sono nati già per non pesare economicamente, né si può dire che quello della Resistenza incida molto sulla spesa complessiva. Anche riducendo le spese, bisognerebbe quantificare leffettivo risparmio. Poi ci sono altri musei, dalla Montagna, al Risorgimento, a Pietro Micca, cui abbiamo da sempre garantito servizi e contributi. Bisognerà valutare come affrontare la questione in termini generali». Lei è un esperto di gestione dei musei, non le viene qualche idea per risparmiare? «Una soluzione andrà certamente trovata, rapportando costi e benefici. Penso a possibili economie di scala, dalla gestione del personale ad altri servizi che è possibile erogare a livello di sistema, anche tenendo conto che le stesse difficoltà li stanno vivendo i musei dello Stato, e non solo a Torino. Molti servizi gestiti a livello di sistema costerebbero meno, come dimostra lAbbonamento musei, che ha portato ad abbattere per i singoli i costi della promozione. Le situazioni di risparmio dovrebbero riguardare non tanto i musei piccoli, ma lintero sistema. È noto a tutti quanto pesi negativamente, per esempio, la mancanza di personale a Palazzo Reale, che penalizza oltre a quelledificio limmagine degli altri musei e della città».
PIEMONTE - Jalla: "I piccoli costano di meno il risparmio non si fa su quelli"
La presidente della Fondazione Torino Musei, Giovanna Cattaneo, è scoraggiata dalla proposta dell'assessore Passoni di tagliare risorse ai piccoli musei. Il dirigente dei Servizi museali del Comune, Daniele Jalla, risponde che il gioco non valga la candela, poiché i piccoli musei sono anche quelli che costano di meno e potrebbero essere utili per compensare il contraccolpo economico. Jalla propone di valutare le possibili economie di scala nella gestione dei musei, come la gestione del personale e altri servizi. La situazione è difficile per i musei, che risentono della contrazione della domanda e della mancanza di personale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo