La Regione non riconosce il protocollo. "In Puglia un 2008 di svolta" "Con lopposizione cè stata una contesa gridata, pacchiana" «Il protocollo dintesa del 2002 è illegittimo ed opaco. E non avrà mai la nostra adesione». Il presidente della regione Nichi Vendola ha chiuso definitivamente la porta in faccia allaccordo sulla gestione del Petruzzelli. Il silenzio è rotto. Dopo le dichiarazioni dellassessore alla Cultura, Silvia Godelli, per la prima volta il governatore ha deciso di mostrare i suoi muscoli ai Messeni Nemagna e al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che da quel patto di ferro vorrebbe ripartire per affidare alla Fondazione la gestione del teatro e alla famiglia dei proprietari un assegno annuale da 500mila euro. Parole forti che sottolineano la volontà del presidente della giunta regionale di stracciare il protocollo del 2002 e ricominciare la trattativa da zero. «Adesso ci vuole calma e gesso per risolvere la questione definitivamente e restituire il teatro a tutti i pugliesi - ha sottolineato Vendola - dopo 17 anni di silenzi noi abbiamo finanziato la ricostruzione e abbiamo ricostruito il teatro in meno di due anni. Ma qualcuno ha voluto di nuovo precipitare la situazione in garbuglio». E questa laffondo di fine anno del presidente Vendola. La frecciata scoccata tirando le somme del 2008: «Un anno intenso per la Puglia - lo ha definito il governatore - un anno di svolta e di realizzazioni». Sono due i fiori che Vendola ha voluto appuntare al suo occhiello: «Innanzitutto la legge contro la diossina - ha detto - una legge che non solo salva il futuro di Taranto ma che riesce anche a ravvicinare la politica ai cittadini. E poi cè la legge contro il lavoro nero». Il provvedimento dellassessore Marco Barbieri, premiato dalla Ue, come il miglior intervento europeo contro la precarietà e lo sfruttamento dei lavoratori. «Sono state tante le risposte date ai pugliesi - ha detto il presidente - e se non ci fosse una contesa gridata, una opposizione pacchiana avremmo potuto condividere la gioia dei risultati. Invece - ha aggiunto amaro - siamo dentro una contesa avvelenata». Dallambiente, con i primati sulle energie rinnovabili e listituzione di 13 nuovi parchi, ai trasporti, con la partenza del metrò del San Paolo e i nuovi convogli della Sud Est, che saranno inaugurati il prossimo 7 gennaio, Vendola ha passato in rassegna tutti i risultati portati a casa dalla sua giunta. «Per noi parlano i numeri - ha sottolineato - quando ci siamo insediati gli indicatori economici della regione erano i più bassi del Mezzogiorno. Oggi siamo un modello di sviluppo per il Sud e per tutta lItalia. Capisco che i nostri oppositori possano trovarsi in imbarazzo a criticare a priori questi risultati eccezionali». E per la prima volta il presidente azzarda un pensiero alle prossime elezioni: «Speriamo nel 2010 - ha confidato - di raccogliere i frutti dellaffetto che i pugliesi oggi ci dimostrano». Lultimo pensiero è per la sanità. I conti in rosso delle Asl non offuscano il bilancio del Governatore. «Il nostro - ha detto - è un disavanzo a fin di bene. Non è il frutto di una gestione sciatta ma di una costante opera di ammodernamento ed espansione dei servizi sanitari che offriamo ai pugliesi». Anche in questo caso Vendola preferisce far parlare i numeri: «Per la prima volta, dopo anni di crescita esponenziale, è diminuito di tremila unità il numero di pugliesi che vanno a curarsi fuori regione».