Sono i Comuni i principali acquirenti - Dalla Regione 3,2 milioni di contributi - LA RICONVERSIONE Utilizzando risorse regionali l'ente comunale di Venezia ha adattato il Forte Marghera a nuovo polo culturale ed espositivo Nel Veneto ci sono ex caserme che sono diventate scuole, musei, biblioteche; basi militari che oggi ospitano uffici e distretti sanitari; forti e polveriere trasformati in luoghi di attrazione turistica. Un processo lento e inarrestabile, che ha visto nel tempo il inistero della Difesa "monetizzare" immobili dismessi, cedendoli ai Comuni e agli enti locali, che si sono inventati le formule più disparate per entrare in possesso di caserme e depositi posizionati in aree strategiche: dalla permuta al mutuo, fino al ricorso al finanziamento del privato. E ogni volta le trattative con il ministero della Difesa sono state lunghe e complesse e in qualche caso - racconta un sindaco - hanno portato i Comuni a concludere davvero ottimi affari. Negli ultimi tre anni, dal 2006 fino al 2008, la Regione ha messo in campo tre milioni e 298mila euro di contributi per l'acquisto, la sistemazione, studi e ricerche riguardo a forti, caserme, depositi, strade militari. Qualche esempio. Anche grazie al contributo regionale di 150mila euro del 2006 il Comune di Bassano del Grappa ha potuto così acquistare la ex Caserma Fincato; con 150mila euro il Comune di Roncà, nel Veronese, ha potuto risistemare la base aeronautica composta da strada militare e manufatti; con 250mila euro il Comune bellunese di Agordo ha potuto acquistare il poligono di tiro sito in località Crostolin; anche grazie a tre diversi finanziamenti regionali per complessivi 328mila 380 euro il Comune di Venezia ha potuto acquistare e risistemare l'ex Forte Marghera, una serie di costruzioni in un'area di 48 ettari tra terraferma e laguna oggi sede di mostre, esposizioni, incontri culturali. «I Comuni veneti hanno una grande necessità di spazi e strutture - spiega l'assessore regionale al demanio e patrimonio Flavio Silvestrin - e la Regione pubblica ogni anno il bando per il finanziamento. I Comuni non hanno obbligo di presentare progetti o di vincolare l'area a un determinato uso; in genere è sufficiente che abbiano avviato trattative con la Difesa per l'acquisto della struttura, o redatto i progetti preliminari per la ristrutturazione. Capita spesso che i Comuni ristrutturino a stralci, e solo successivamente decidano la destinazione da dare alla struttura. In genere, trattandosi di fabbricati con più di 50 anni, ci sono le indicazioni della Soprintendenza da seguire riguardo il recupero e la ristrutturazione, ma nessun vincolo di destinazione. Io stesso - racconta Silvestrin - quand'ero sindaco di Conegliano a metà degli anni '80 ho portato a termine l'acquisto di una caserma, la San Marco. In quel caso il Comune acquistò un condominio di 12 appartamenti, e lo diede al Ministero in permuta della caserma». Con l'ultimo provvedimento la Giunta regionale ha messo in campo quasi due milioni di euro: il nuovo fondo di rotazione della Regione prevede 960mila euro per l'acquisto di caserme e strutture militari dimesse, ed altri 900mila per le ristrutturazioni. «L'obiettivo- ha spiegato l'assessore Silvestrin presentando il provvedimento - è di qualificare rivitalizzare le aree urbane, potenziare la rete delle strutture a servizio dei cittadini, ammodernare il patrimonio immobiliare pubblico. Un contributo ancora più importante oggi, viste la difficile congiuntura economica e le difficoltà di bilancio di molte amministrazioni locali».
Lo shopping delle ex caserme - Mercato immobiliare. Il ministero della Difesa ha messo in vendita strutture militari, basi aeronautiche e poligoni di tiro
La Regione del Veneto ha messo a disposizione 3,2 milioni di euro per l'acquisto, la sistemazione e la ristrutturazione di caserme, depositi e strade militari. I Comuni del Veneto sono i principali acquirenti di questi immobili, che vengono utilizzati per scopi culturali, educativi e di interesse pubblico. La Regione ha anche messo a disposizione fondi per la ristrutturazione di strutture militari, come la caserma di Bassano del Grappa e la base aeronautica di Roncà. Il Comune di Venezia ha utilizzato i fondi per acquistare e ristrutturare l'ex Forte Marghera.
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