MODENA. A pochi mesi dalla fine della legislatura non sembra cambiare la linea dell'amministrazione relativa alla direzione degli istituti culturali: nessun direttore, come invece di norma accade in tante altre città, ma funzionarie (capaci ed esperte) che gestiscono l'amministrazione degli enti. Ma direzione vuol dire altro, non solo uno stipendio maggiore, ma "deleghe" stabilite per contratto con tutti gli oneri del caso che si sommano agli onori. Vuol dire anche capacità di interagire periodicamente - ufficialmente - con i colleghi. Un solo esempio: a Mantova a Palazzo Te esiste un comitato scientifico composto dai direttori cittadini insieme a tanti altri esperti nazionali e internazionali. Qui invece, alcuni anni fa, si ricordano riunioni "infuocate" e una sostanziale non-collaborazione tra il museo civico e la soprintendenza per l'ultima mostra d'arte antica che si ricordi, dedicata al pittore delle "favole" Nicolò dell'Abate. Un altro dato significativo sta nel fatto che, a parte alcune lodevoli eccezioni, quasi mai gli studiosi nostrani sono chiamati a partecipare a progetti extramodenesi: in questo modo deperisce la capacità della nostra città di "dir la sua" a un livello più ampio nel campo dell'arte e della cultura. Si continua con la biblioteca d'arte Poletti diretta dalla responsabile di tutte le biblioteche modenesi, una importante esperta di biblioteconomia ma non d'arte (l'ultima è stata Giordana Trovabene, alcuni anni fa, docente d'archeologia a Venezia) e i musei civici lodevolmente "curati" dalle funzionarie Pulini e Piccinini ora definite "direttrici" e non più "responsabili", la sostanza non è però cambiata, ma pur senza un direttore.
MODENA - I direttori fantasma e poca collaborazione
A Modena, l'amministrazione degli istituti culturali non ha un direttore, ma funzionarie esperte che gestiscono l'amministrazione. Questo significa che non ci sono "deleghe" stabilite per contratto con tutti gli oneri del caso, e non ci sono interazioni periodiche con i colleghi. A Mantova, invece, esiste un comitato scientifico composto dai direttori cittadini e da esperti nazionali e internazionali. A Modena, gli studiosi nostrani sono rari a partecipare a progetti extramodenesi, il che deperisce la capacità della città di "dir la sua" a un livello più ampio nel campo dell'arte e della cultura.
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