I turisti potranno entrare fino alle 15.30 come da orario invernale. L'accordo è stato raggiunto ieri con i sindacati e avrà effetto anche per i siti di Ercolano, Stabia, Boscoreale e Olplonti. È di ieri un'altra novità. Avranno presto una nuova collocazione le serrature degli edifici pubblici e delle ville private, i teschi dei pompeiani uccisi dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo, gli utensili che raccontano la quotidianità dei romani di duemila anni fa oggi disseminati senza un criterio e senza una catalogazione tra i 44 ettari dell'antica città sepolta. Il commissario straordinario per l'emergenza scavi, Renato Profili, ha firmato il provvedimento per la realizzazione di un deposito-espositivo, dove saranno conservati e mostrati i tesori dell'area archeologica. La struttura sorgerà a nord degli scavi, tra Porta Nola e Porta Nocera, zona conosciuta come i «cumuli borbonici», costerà cinque milioni e sarà realizzata in un anno e mezzo con i fondi a disposizione del commissario di governo. La realizzazione del progetto era già nei piani di sviluppo avviati dall'ex soprintendenza autonoma di Pompei. «Stiamo cercando - precisa il prefetto Profili - di andare il più possibile avanti con le linee strategiche della soprintendenza». Il sistema di catalogazione dei reperti sarà all'insegna dell'innovazione. «Una sorta di catalogo reale, e non cartaceo», precisano i tecnici che stanno lavorando al progetto. Per i turisti rappresenterà un percorso nuovo ed alternativo a quelli già segnati sulla cartina. Dalla «Casa dei Vetti» occorrono cinque minuti per raggiungere il museo di una parte dei tesori dell'antica Pompei. Dopo la visita, i turisti o gli studiosi internazionali interessati a esaminare gli oggetti, potranno fermarsi a riposare nell'area attrezzata già funzionante e allestita a Porta Nola. «Il progetto è un'innovazione nel suo genere a impatto ambientale zero - spiega il commissario Profili -. Oltre a dare una giusta collocazione ad oggetti unici e dal valore inestimabile, creerà un'altra attrazione per il turismo, così da poter convogliare i flussi dei visitatori verso una nuova meta di interesse culturale, evitando di congestionare le domus più visitate, tanto da salvaguardarne la conservazione».