Il museo di Reno ha richiesto alcuni disegni. "Mandiamoli". "No, troppi rischi" ROMA Reno, in Nevada, è nota per i Casinò. E anche perché ci si può divorziare più rapidamente che in ogni altra città degli Stati Uniti. Ora Reno avrebbe voluto attirare gente ospitando nel suo museo alcuni disegni di Leonardo: il Codice sul volo degli uccelli della Biblioteca Reale di Torino insieme ad altri undici pezzi del maestro di Vinci. Ma la richiesta allItalia è sostenuta da alcuni e avversata da altri. Sembra che chi lappoggia si faccia forza del fatto che gli americani verserebbero 150 mila dollari. Chi si oppone, invece, sostiene che le opere correrebbero seri rischi e che niente al mondo compenserebbe un pericolo così grave. La partita si gioca sul filo di lana. E pare proprio che del prestito non se ne faccia nulla, perché la richiesta è arrivata fuori tempo massimo e per il secco no sia della Biblioteca Reale di Torino, sia del Comitato tecnico-scientifico che si occupa dei beni librari presso il Consiglio superiore del ministero, sia del direttore generale, Maurizio Fallace. Ma nei corridoi del ministero la vicenda di Leonardo a Reno appare emblematica del nuovo clima: per far cassa si cercherà di prestare quante più opere è possibile in giro per il mondo in cambio di denaro. È questo uno dei punti cardine dei programmi del ministro Sandro Bondi e del nuovo direttore generale per la valorizzazione, Mario Resca, ancora non insediato al suo posto. I disegni di Leonardo sono celeberrimi. Il Codice sul volo degli uccelli è composto di 17 carte. In esso Leonardo descrive e disegna in termini rigorosamente meccanici la dinamica dei volatili. Il codice e gli altri disegni sono stati in mostra al Museum of Art di Birmingham, in Alabama, e poi al Fine Arts Museum di San Francisco. Per il 4 gennaio è previsto il loro rientro in Italia. Ma nel frattempo, a metà dicembre, è giunta la richiesta del museo di Reno, caldeggiata da Alain Elkann, consulente del ministro Bondi e presidente della Fiac (Foundation for Italian Arts and Culture), lassociazione che ha proposto lesposizione americana. Ma, mentre per Birmingham e San Francisco, sia la Direzione generale che il Comitato tecnico-scientifico e la direttrice della Biblioteca Reale, Clara Vitulo, hanno dato parere favorevole al trasferimento, vincolandolo a una serie di precauzioni fissate dallIstituto centrale per il restauro del patrimonio archivistico e bibliotecario, nel caso di Reno lo hanno negato. Clara Vitulo ha scritto una relazione in cui sconsiglia il prestito senza alcun tentennamento. Il museo del Nevada non avrebbe garantito che ogni singola opera fosse protetta da un sistema di allarme; inoltre del tutto insufficiente viene giudicato limpianto di climatizzazione; e, ultimo punto, il meccanismo anti-incendio è ad acqua. Altri punti deboli della richiesta sono la mancanza di unassicurazione su tutto il museo e il fatto che a Birmingham nessuno se la senta di offrire garanzie sui colleghi del Nevada. Inoltre non risulta che in quel museo si siano mai svolte mostre con materiali antichi e altrettanto preziosi di un codice leonardesco, ma solo esposizioni di arte contemporanea. La relazione di Clara Vitulo è andata sul tavolo del Comitato tecnico-scientifico che, allunanimità, ha bocciato la richiesta. E un parere analogo ha fornito il direttore generale. Dunque Leonardo, conclusa lesposizione in California, dovrebbe tornare in Italia. La vicenda ripropone antiche polemiche. Celebri quella sul Cristo morto di Mantegna, che sarebbe dovuto andare a Mantova, e sullAnnunciazione di Leonardo richiesta da Tokyo: su entrambe lallora ministro Rutelli si espresse favorevolmente, nonostante il parere contrario dei direttori di Brera e degli Uffizi. Ma un altro eventuale viaggio scuote il mondo della tutela, quello dei Bronzi di Riace, che, durante il restauro del Museo archeologico di Reggio Calabria, qualcuno vedrebbe bene in giro per mostre e rassegne.
PRESTITI: Leonardo nel Nevada? Polemiche sul prestito
Il museo di Reno, in Nevada, ha richiesto il prestito di alcuni disegni di Leonardo, tra cui il Codice sul volo degli uccelli della Biblioteca Reale di Torino. La richiesta è stata sostenuta da Alain Elkann, consulente del ministro Sandro Bondi, ma avversata da Clara Vitulo, direttrice della Biblioteca Reale, che ha scritto una relazione in cui sconsiglia il prestito a causa di rischi per le opere. Il museo del Nevada non avrebbe garantito la protezione delle opere, il sistema di climatizzazione è insufficiente e il meccanismo anti-incendio è ad acqua.
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