A mamme, bimbi e coppie non servono 400 parcheggi sotto il giardino. In estrema sintesi è questo uno dei due motivi fondamentali contenuti nelle motivazioni con cui i giudici del Tar hanno bocciato il progetto del park dell' Acquasola. La sentenza è stata depositata il 22 dicembre e due sono i cardini del no: il contrasto del progetto con il piano urbanistico comunale che consente parcheggi pubblici solo se funzionali all' area pubblica. E poi l' aspetto ambientale legato alla sopravvivenza degli alberi. Ora si attende un nuovo round con il prevedibile ricorso di Sistema Parcheggi al Consiglio di Stato. Il parcheggio dell' Acquasola non serve ai frequentatori del parco. Non sono bimbi, mamme, impiegati in pausa, pensionati, e ragazzini che vogliono posteggiare sotto la spianata ottocentesca. E questa fondamentale caratteristica da sola basterebbe a bloccare il progetto. Ma ci sono anche altre ragioni, come l' incompatibilità in quella zona di un auto silos privato e ancora ragioni ambientali legate in particolar modo agli alberi ad alto fusto e ai fumi portati in superficie. Sono state depositate il 22 dicembre e vanno dritte al cuore della questione, le motivazioni della sentenza con cui i giudici del Tar, il 25 novembre, avevano detto no al park per 400 posti auto. Nel ricorso contro il progetto di Sistema Parcheggi e Comune di Genova, gli avvocati Carlo e Raniero Raggi rappresentavano le associazioni Italia Nostra e Legambiente, cui si era aggiunto anche il Wwf. Con il primo motivo, il Tribunale amministrativo ha accolto la tesi del contrasto fra progetto e Puc, il Piano urbanistico comunale. Tra gli altri aspetti, la norma stabilisce che i box privati si sarebbero potuti realizzare, solo se in quell' area non ci fosse stato uno spazio pubblico e si fosse deciso di realizzarlo. Circostanza evidentemente incompatibile visto che l' Acquasola risale all' 800. «Si deve perciò concordare - scrive il collegio presieduto da Roberto Pupilella - con la tesi sostenuta dalle ricorrenti, secondo cui il parcheggio privato nella zona è ammesso solo se realizzato contestualmente al servizio pubblico a cui accede, mentre il parcheggio pubblico può diventare pertinenza di un servizio preesistente, solo se riveste natura marginale o è funzionale ad esso». I magistrati aggiungono che «l' istruttoria svolta convince invece che il parcheggio si inserirebbe nel tessuto urbanistico cittadino per soddisfare fini diversi da quelli previsti dalle norme in questione, sì che esso è allo stato incompatibile con il piano». Analizzando il secondo motivo (altri 4 punti non sono stati accolti, ma erano i primi due quelli decisivi) a parere del Tar, nelle procedure di approvazione mancherebbe una valutazione «della compatibilità con l' ambiente e la linea architettonica esistente, previa comunque la preservazione delle essenze ad alto fusto». Scrivono nelle motivazioni i giudici che: «L' applicazione letterale delle disposizioni trascritte non lascia molto spazio alla valutazione di compatibilità del progetto in questione». E poi sottolineano come «il progetto prevede la realizzazione di profondi camini per l' adduzione dei gas di scarico delle vetture, con che la funzione ambientale della spianata verrebbe in parte meno». Non solo perché «le mura riporterebbero delle bucature, difficili da conciliare con le cautele prescritte dal Puc, e la realizzazione del parcheggio porterebbe alla necessità di sostituire le essenze ad alto fusto e l' area è comunque in zona alberata». Ora si attende un nuovo round con il prevedibile ricorso di Sistema Parcheggi al Consiglio di Stato.
LIGURIA- Parcheggi all' Acquasola, schiaffo del Tar al Comune
Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) ha bocciato il progetto di un parcheggio privato di 400 posti auto sotto il giardino dell'Acquasola a Genova. I giudici hanno motivato la loro decisione con due principali motivi: il contrasto del progetto con il piano urbanistico comunale (Puc) e la mancanza di una valutazione adeguata della compatibilità ambientale. Il progetto prevede la realizzazione di un parcheggio privato, che non serve ai frequentatori del parco, e non rispetta le norme del Puc. Inoltre, la realizzazione del parcheggio porterebbe a danni ambientali, come la sostituzione delle essenze ad alto fusto e la necessità di sostituire le mura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo