Fabbricati rurali con otto stanze e tre bagni. Una casupola contadina che si sarebbe dovuta trasformare in un ristorante con cucine, garage e ripostigli pronti ad essere inaugurati il prossimo mese. Secondo la Polizia si tratta di abusi edilizi. Ed è con questa accusa che gli uomini del commissariato di Pozzuoli hanno messo i sigilli a sei fabbricati che sorgono tutti sulla collina di Cigliano. Le costruzioni, per un totale di tremila metri quadrati, sono state sequestrate in meno di 24 ore, nel corso di un blitz coordinato dalla Procura di Napoli. Perché, secondo l'accusa, quasi d'incanto, sotto alcuni ruderi diroccati sarebbero sbocciate le case coi tetti, le finestre, il camino e la parabola per la tivù. E in un caso, addirittura un ristorante. Denuncia a piede libero per tutti e sei i presunti autori degli abusi. Ora finiscono nel mirino degli investigatori incartamenti e richieste di ristrutturazione e inizio lavori che i proprietari hanno presentato nei mesi passati negli uffici comunali e alle varie Soprintendenze. Secondo la Polizia, la procedure adottate sarebbe poco cristalline. Tutto da dimostrare e, come ovvio che sia, i proprietari dei vari cantieri hanno già dato mandato ai propri legali per far ricorso contro il sequestro e per far riprendere i lavori. I controlli della Polizia a via Cigliano sono iniziati la scorsa settimana, in seguito ad una serie di segnalazioni da parte di cittadini di un improvviso rifiorire del mattone selvaggio. Difficile, in realtà, in questa esplosione a casaccio dell'edilizia, trovare i cantieri abusivi. La zona è caratterizzata da volgari e indecenti palazzine che devastano una collina che si affaccia da un lato sul golfo di Pozzuoli e dall'altro verso via Campana. Via Cigliano non è una strada vera: più che altro assomiglia ad un canale scavato nel terreno e ricoperto con del mediocre asfalto. Ai lati, non ci sono terrapieni, ma solo cumuli di rifiuti. Intanto a Capri continua l'operazione antiabusivismo edilizio avviata dalla polizia. I sigilli sono scattati a Marina Grande, dove venivano realizzati in totale assenza di concessione un terrazzo pavimentato, con una scala di collegamento nel terrapieno dell'immobile dove erano in corso lavori per realizzare alcuni ambienti. A pochi metri di distanza, sempre nella stessa area, è stata sequestrata una costruzione realizzata nella cisterna dell'abitazione senza la licenza che autorizza il cambio di destinazione d'uso. Anche a Marina Piccola sotto sequestro immobili. In alcuni di essi venivano realizzati coperture di terrazzi che sarebbero diventati vani ed altri piccoli ampliamenti accanto alle abitazioni già esistenti. Denunciati i proprietari.