Il sindacato: quel che conta è salvaguardare i posti Ajetti della Cgil si rifà al piano messo a punto a Firenze per le sale comunali I rappresentanti di tutte le sigle hanno chiesto un incontro con Passoni Lipotesi è di alternare i giorni di apertura di Gam e Mao. Chiesto un vertice con gli assessori Passoni e Alfieri "Musei, riduciamo gli orari". La proposta della Cgil contro i tagli: "Copiamo Firenze" Pur di garantire i posti di lavoro e contenere i costi di gestione riduciamo gli orari di apertura dei musei. La proposta shock è della Cgil-Fp, ispirata alla «cura fiorentina» adottata nel capoluogo toscano causa tagli di bilancio. I sindacati, dopo lincontro con i vertici della Fondazione Musei, hanno scritto agli assessori Passoni e Alfieri per chiedere un incontro urgente. E la Cgil si spinge a fare una proposta: «Palazzo Madama è il sito che attrae più turisti - spiega Ajetti - ma per Gam e Mao si possono ipotizzare aperture a giorni alterni, magari per un periodo limitato, così da ridurre i costi». Ridurre gli orari dei musei e coprire con lo stesso personale i turni a scacchiera nelle diverse sedi, come succede a Firenze. In pratica aperture a singhiozzo. La proposta shock per contenere i costi di gestione delle strutture è della Cgil-Funzione pubblica. Offerta che arriva pochi giorni dopo la lettera che i sindacati, in allarme per i tagli alla cultura, hanno scritto agli assessori al Bilancio, Gianguido Passoni, e alla Cultura, Fiorenzo Alfieri, per chiedere un incontro urgente. I responsabili di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato pochi giorni prima di Natale i vertici della Fondazione Musei per fare il punto della situazione: «Il quadro è difficile - sottolinea Dante Ajetti della Cgil - non vorremmo che si mettessero a rischio anche i livelli occupazionali». Gli addetti dei musei, mettendo insieme Borgo Medioevale, Gam e Palazzo Madama, sono 180 persone e il quadro emerso è critico: «Non si sa ancora a quanto ammontino i fondi del 2008 e per il 2009 la sforbiciata è certa - aggiunge Ajetti - le incognite sono molte, le mostre temporanee saranno ridotte allosso a questo punto varrebbe la pena sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione per evitare problemi occupazionali». Lidea è quella di applicare la «cura fiorentina». Nel capoluogo toscano, più per necessità che per volontà, a causa dei tagli imposti dalla Finanziaria, a partire dal 2006 hanno ridotto le ore di lavoro nei musei del Comune: 104mila ore di lavoro in meno, un quarto del totale, per i servizi di sicurezza e controllo, rivedendo le aperture e le chiusure. Esenti sono i blockbuster dello sbigliettamento come Palazzo Vecchio e la Cappella Brancacci. «A Torino si potrebbe salvare Palazzo Madama - spiega Ajetti - il museo che attira più turisti, sugli altri, invece, si può ragionare». Borgo Medioevale? «Si potrebbe rilanciare - sottolinea Ajetti - ha un suo pubblico e basterebbe sviluppare servizi aggiuntivi per aumentare gli incassi». Alla Cgil si pensa alla Gam e al Mao. In questultimo vengono impegnati 18 persone delle cooperative, solo la biglietteria e la sala video sono gestite da dipendenti della fondazione, che in media, festivi compresi, guadagnano sui 1.100 euro al mese: «Perché non pensare ad unapertura a giorni alterni?», provoca Ajetti. E aggiunge: «Se la fondazione prendesse in carico con contratti a termine parte dei lavoratori della coop con poco personale diretto in più si gestirebbero entrambi i poli e alla fine si otterrebbe un risparmio. La Gam è un bel museo, ma il ritorno in termini di visitatori non è altissimo, quindi si potrebbe ridurre lorario, girando le ore di lavoro sul Mao». Anche i sindacati di Regio e Stabile hanno scritto ai vertici delle fondazioni per chiedere un incontro e aprire una discussione su come contenere i costi. «Per noi è inimmaginabile un taglio degli stipendi visto che da tre anni attendiamo il rinnovo del contratto - spiega Piero Gabriele della Slc-Cgil - anzi, visto che al Regio lo sbigliettamento copre i costi di ogni singolo spettacolo, la nostra proposta è quella di lavorare di più: fare più produzione per aumentare gli utili». Il tutto legato ad una riduzione dei cache degli artisti e ad un aumento delle sinergie, anche sulla costruzione delle scenografie, tra i due teatri.
TORINO - Contro i tagli alle fondazioni riduciamo gli orari dei musei"
Il sindacato chiede un vertice con gli assessori Passoni e Alfieri per discutere i tagli alla cultura. La Cgil-Fp propone di ridurre gli orari di apertura dei musei, come ad esempio a Firenze. La proposta shock è quella di alternare i giorni di apertura di Gam e Mao. La Cgil si spinge a fare una proposta: Palazzo Madama è il sito che attrae più turisti, ma per Gam e Mao si possono ipotizzare aperture a giorni alterni, magari per un periodo limitato, così da ridurre i costi. La Cgil-Funzione pubblica offre una proposta shock per contenere i costi di gestione delle strutture. La Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato i vertici della Fondazione Musei per fare il punto della situazione.
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