- NAPOLI Ormai sono circa 25 giorni che al parco San Paolo, a Fuorigrotta, grosso complesso edilizio con circa 6000 persone, si lamenta il buio assoluto in tutti i viali che lo compongono. Sembrerebbe una boutade natalizia, una delle tante che se ne sentono in questo periodo, invece è proprio vero. Da 25 giorni, qui al parco San Paolo si rimane al buio a causa di un guasto che forse è stato individuato ma non si è in condizioni di ripararlo. Le cause dipendono anche dalla vetustà dell'impianto che, ricordiamo, già qualche anno fa fu rimesso iin sesto con la sostituzione completa dei cavi sotterranei che erano diventati del tutto non a norma. Ora, forse a causa delle recenti pioggie, o di altro, siamo nuovamente al buio e non si sa che pesci pigliare in quanto la stessa ditta incaricata della manutenzione fa orecchie da mercanti e noi, intanto, si rimane al buio. Se anche a queste condizioni si deve sottostare perchè non c'è rimedio che tenga, allora dobbiamo proprio nuovamente farci benedire. Gli organismi preposti alla manutenzione della struttura si pongano subito all'opera al fine di scongiurare altri lutti e disagi agli abitanti. Napoli ha dimenticato Nino Taranto Gino Cappa - NAPOLI Napoli, purtroppo, dimentica i suoi figli, che l'hanno fatta conoscere in Italia ed all'estero soprattutto con la loro arte. Fra questì va annoverato sicuramente Nino Taranto. Fu un artista poliedrico, non ci fu settore dello spettacolo in cui non si cimentò con successo: teatro, cinema, radio, televisione, con ruoli comici e drammatici. Calcò il palcoscenico con successo e dignità per oltre 60 anni. Ma il suo maggior merito fu quello di aver riscoperto la cosiddetta «macchietta», canzone comica, quasi sempre a doppio senso, che aveva furoreggiato nel primo Novecento con Nicola Maldacea. Nino Taranto la rispolverò conferendole una forma corretta priva di scurrilità e di maliziosi ammiccamenti. Un acclamato autore di canzoni asseriva che ascoltando le «macchiette» di Nino Taranto non si correva il rischio che le mogli arrossissero accanto ai mariti. Taranto si cimentò con successo sia nel teatro leggero (rivista) che in quello drammatico, privilegiando il repertorio di Raffaele Viviani. Egli fu inoltre autore di poesie e canzoni, fra cui «Lusingame». È stato un artista che ha amato e onorato Napoli, da cui mai si allontanò, a differenza di altri, anche quando raggiunse il culmine del successo. A suo ricordo si potrebbe intitolare il Vico Carbonari a Forcella ove nacque, visse in gioventù e da dove mosse i primi passi artistici nel teatro della filodrammatica della zona. Tre insegnanti buoni risultati Gianfranco Pignatelli - NAPOLI Insegnare a leggere, scrivere e far di conto. Questo, e tanto altro, si chiedeva alla nostra scuola primaria. E smentendo i diffamatori politici ed i loro sostenitori mediatici, le elementari hanno risposto alla grande. Ecco gli ultimi dati. Nel rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study), che misura le competenze in matematica e scienze degli alunni al quarto e all'ottavo anno di scolarità di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti, la scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale. E non è tutto. Risultati identici arrivano dal Pirls 2006 (Progress in international reading literacy study del centro studi di Boston nel Massachussets), che indaga sulla comprensione della lettura dei bambini al quarto anno di scolarità. Performance ancor più lusinghiere se si considera che i nostri alunni hanno un'età media inferiore, di circa un anno, rispetto ai corrispondenti compagni degli altri paesi. Questo è quanto ha realizzato, dal 1990, il tanto deprecato modulo di tre insegnanti su due classi. Pluralità di metodo, conoscenze, competenze ed esperienze per una scuola di qualità. Un contributo del tutto iniquo Carmine Pastore - Baronissi (SA) Il Consorzio di bonifica integrale Comprensorio Sarno, Ente di diritto pubblico economico, che svolge le attività di difesa idraulica e tutela ambientale del territorio di competenza e di distribuzione dell'acqua per usi irrigui, provvede annualmente alla ripartizione delle spese sostenute per la manutenzione e la gestione delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione tramite la riscossione di contributi posti a carico dei beni immobili (terreni e fabbricati) ubicati nell'Agro-Nocerino-Sarnese ed in alcuni Comuni della Valle dell'Irno. La ripartizione dei contributi è effettuata in base al beneficio che ogni immobile trae dalle opere dell'attività del Consorzio di Bonifica, nel rispetto dei criteri stabiliti dal vigente «Piano di Classifica per il riparto degli oneri». Forse tale contributo da pagare al Consorzio è anche giustificato per i proprietari terrieri, ma è del tutto iniquo, per i possessori di fabbricati, specialmente per coloro che posseggono una sola casa e per giunta essi non traggono nessun beneficio dalle opere e dall'attività del Consorzio stesso. Se volano le scarpe Pio Francesco Di Costanzo - ROMA In questi giorni, nei nostri telegiornali, impazzano filmati di scarpe che volano e folle inneggianti al prezioso indumento. Così mi sovviene un'altra celebre scarpa volante, molto più frivola ma altrettanto acclamata da noi napoletani. La scarpa in questione è quella di Egidio Di Costanzo mio omonimo ma, direi soprattutto, indimenticato centrocampista del Napoli degli anni '40. In una memorabile Fiorentina-Napoli del 2 dicembre 1946 con la partita che volgeva al termine il nostro eroe, tutto grinta ma con i piedi così così, ciabatta un tiraccio verso la porta avversaria. La scarpa destra si scalza dal piede e vola nell'area di rigore viola afferrata con presa plastica da un disorientato portiere con la palla che, beffarda, rotola in fondo alla rete. Fiorentina 0 Napoli 1, che fu anche il risultato finale della partita. Il giorno successivo, di ritorno da Firenze, la famigerata scarpa fu esposta nella vetrina di una nota pasticceria della Ferrovia. La voce si diffuse presto in città. I napoletani si recarono in massa divertiti e festanti ad ammirare il glorioso scarpino che, inzaccherato di fango, faceva bella mostra di sé tra sfogliatelle fumanti e raffaiuoli a cassata. Sotto un cartello: «Chesta è 'a scarpa e Di Costanzo, ca' signanno e renza e renza, ha 'nguaiato l'esistenza, ai tifosi di Firenza». Altre scarpe. Altri tempi. Una scarpata di auguri a tutti. Il ritorno di Celentano Leila Organa - NAPOLI Dopo tutte le tragedie del 2008, compresa una crisi economica senza precedenti, tanto vale ricominciare dal peggio possibile. A primavera tornerà in televisione Celentano: ne sentivamo la mancanza, avevamo tutti bisogno di un programma del genere, di quelli senza alcuna valenza sociale, politica, informativa o culturale. Insomma peggio di così solo i reality. L'ennesimo programma di Celentano arriva con la stessa utilità delle invasioni delle cavallette, quasi come una cura necessaria, come l'olio di fegato di merluzzo. Puntuale, ogni paio d'anni arriva una prescrizione medica in base alla quale, secondo i vertici Rai, occorre obbligatoriamente assistere a spettacoli di un certo tipo con tutto il seguito di polemiche sulle affermazioni farneticanti di quel personaggio. Mi chiedo cosa abbiamo fatto di male per meritarci un simile castigo, per giunta ricorrente. Sandra Mondaini ha annunciato il ritiro dalle scene e questo ci spiace molto, ma ci spiace molto più che Celentano non prenda la stessa decisione. È questa l'unica qualità che la Rai è in grado di offrirci?