Il primo cittadino risponde ai firmatari della petizione per il referendum sul progetto di sistemazione Antonio Carletto critica la raccolta di firme contro la riqualificazione di piazza Venturi Comitato: «Negato lo spazio sul notiziario» La risposta del sindaco ai 1.047 firmatari della petizione contro il progetto di sistemazione di piazza Silvio Venturi arriva nelle case di tutti i montefortiani: è così che Antonio Carletto ha voluto replicare alle osservazioni di chi ha aderito all'iniziativa del Comitato costituito perché un referendum consenta al paese di dire come la pensa. Il sindaco parte da una considerazione: «Chi ha firmato si è dichiarato contrario alla globalità del progetto e non solo a una parte di esso». Detto ciò ricorda che dal progetto, dando ascolto ai cittadini, sono stati soppressi elementi di arredo urbano come i tubi colorati e il pennone, ed è stata eliminata anche la scalinata originariamente prevista sul fondo della piazza. Carletto chiarisce: «Queste scelte sono state comunicate molto prima della petizione e i provvedimenti costituiscono modifiche che saranno definitivamente sancite nel progetto esecutivo». Su sette punti entra nel dettaglio: sistemazione dei sottoservizi, «irrinunciabile» perché «sarebbe folle non predisporre queste opere e poi riaprire i cantieri». Abbattimento della barriere architettoniche: «Doveroso, non capisco come si possa chiedere di non farlo». Nuova pavimentazione: «Tre diverse pavimentazioni daranno movimento cromatico alla piazza e potranno essere percorse dagli automezzi. La pietra serena pavimenta moltissime piazze venete, perché quindi sarebbe inadatta a Monteforte?». Una cosa è certa: «Impossibile mantenere l'attuale perché i cubi di porfido diventano proiettili quando li spostano i mezzi in transito». La fontana prevista in piazza: «Nessuna lamentela, spero non si inizi ora». Spostamento del monumento in piazza Martiri: «Necessario per riportare la piazza al suo aspetto originale e per la sua fruibilità e vivibilità. Questa soluzione venne votata in Consiglio comunale nel 1997, nel 2002 e nel 2005: perché nessuno insorse allora?». Recupero di piazza Martiri: «Indipendentemente dalla sistemazione della piazza, la riqualificazione, anche in vista della predisposizione dell'inizio della ciclabile, è un fatto positivo». Accesso autonomo a Palazzo Poli-Pace: «Necessario per la fruibilità della piazza e per non arrecare disturbo ai proprietari dell'edificio». Costi: «830 mila euro tutto compreso. Per l'isola ecologica se ne spesero 700 mila. Il prezzo lievita con i ritardi, ma la colpa è di chi ostacola il normale iter di approvazione. Ed è normale che per un'opera a favore del paese a pagare siano i cittadini». Carletto chiarisce che il progetto sarà modificato solo se sarà la Sovrintendenza ad imporlo, smentisce chi sostiene che non siano state fatte opere più indispensabili portando un lungo elenco di interventi conclusi e chiude pensando al prossimo voto amministrativo con l'invito a chi «per fini elettoralistici» scredita lui e la sua maggioranza, a un impegno formale a non dar corso, in caso di vittoria, al progetto e quindi anche a non «dare risposte ai disagi di molti e a ridare lustro al paese». I referendari, che preannunciano replica, intanto segnalano: «Per la terza volta ci è stata negato l'accesso al giornalino comunale. Questa volta», dice la coordinatrice Maristella Pontalto, «il nostro articolo è stato rimpiazzato all'ultimo momento da quello di un'associazione che era stato escluso per motivi di spazio».