Duello Il sottosegretario Giro contrario al concerto della Nannini, l'assessore Croppi favorevole alla manifestazione La concordia tra i due è in gran parte solo apparente. Limitata all'ortodossia delle uscite ufficiali (e si incrociano spesso per motivi istituzionali: inaugurazioni, mostre, simposi, banchetti, e sono sempre baci abbracci). Epperò: Francesco Giro Pdl Forza Italia, professione sottosegretario ai Beni culturali nel governo in carica e Umberto Croppi assessore capitolino alla Cultura nella giunta Alemanno, area Pdl anche lui, ma in quota An non è che davvero si amino poi tanto. E succede ora che della loro rivalità si sia accorto anche il quotidiano Il Secolo d'Italia, che al tema schierandosi pro Croppi ha dedicato un lungo articolo uscito alla vigilia di Natale e intitolato «La Nannini al Colosseo, perché no?». L'ultima occasione per tenzonar fra i due è stata infatti quella del concerto di Capodanno della popstar senese, con palco montato di fronte al monumento più famoso e visitato d'Italia, sull'onda di quanto già sperimentato in passato dalla giunta Veltroni (i live estivi dei vari Elton John, Paul McCartney, Genesis, Simon Garfunkel). Ecco, appunto: per Giro questa è «roba di sinistra», ed «è il caso che Alemanno segni una netta discontinuità». Lo ha detto il giorno dell'antivigilia di Natale, presentandosi al Colosseo per un sopralluogo con tanto di soprintendente e stampa al seguito (il monumento è di pertinenza statale, dunque del ministero, ma l'area del concerto, autorizzato dal Campidoglio, è comunale). E al Campidoglio non le ha mandate a dire: «L'area è degradata» (camionbar, centurioni, venditori abusivi), «Questo è l'ultimo concerto nell'area archeologica, almeno fin quando io sarò sottosegretario », «Inaccettabile che il Campidoglio informi così tardivamente la soprintendenza, abbiamo ricevuto un progetto da poche ore, corredato da un piantina microscopica»... La replica di Croppi è stata: «Roma è questa, viviamo dentro la città da secoli, abbiamo il dovere di usarla». E ancora: «Il Colosseo è scenario unico al mondo. Utilizziamo ciò che la città offre per ospitare un momento di vita collettiva che in tv farà il giro del mondo ». Diverse visioni della cultura a confronto? Non è proprio così. Le uscite di Giro (non solo contro Croppi, ma un po' contro tutta la giunta) non sono infatti una novità. I due sono stati su posizioni opposte anche riguardo all'opportunità di proseguire il progetto (era Veltroni) di un parking sotterraneo sotto la collina del Pincio. Croppi rese pubblica la sua contrarietà (in linea con Alemanno). Giro invece, mettendo in imbarazzo sindaco e giunta, rilasciò un'intervista in cui si disse favorevole. Se glielo chiedi, i due, va da sé, rispondono di andar d'amore e d'accordo (ma la verità, diceva Proust, non si apprende mai chiedendola). Fatto sta che nei corridoi di piazza Campitelli, sede dell'assessorato, scherzare sull'attivismo del sottosegretario è ormai gioco prediletto: «Che ha detto oggi?», «Uscendo dal consueto riserbo (l'ironia è evidente, n.d.r.) anche stavolta Giro ha parlato di Roma. Rimettiamo gli orologi»... Ed è vero che Giro, da sempre molto attivo sul territorio (ha da poco smesso i panni di responsabile per Fi nel Lazio), della capitale si interessa assai, diffondendo quotidianamente comunicati per commentare di tutto un po': campi nomadi, incidenti, nomine (e c'è chi lo ha ribattezzato «sindaco ombra»). Da sempre però la cultura è suo terreno prediletto, come fece capire fin dal luglio scorso convocando (altro sopralluogo a sorpresa) i giornalisti all'Ara Pacis, sotto la teca di Richard Meier voluta dall'allora sindaco Rutelli e da sempre invisa alla destra. Teca e monumento son di competenza comunale, ma Giro anche quella volta anticipò l'«agenda»: «Va ridotto il muro esterno, corretta la prospettiva frontale...». E in Comune masticarono amaro. Che tenti la corsa per le prossime regionali (2010) come governatore del Lazio? A domanda Giro da un po' risponde: «Deciderà il partito». E intanto manifesta aperta ammirazione per l'altro probabile competitor (sempre di Fi, Antonio Tajani). Ma la partita tra i due, dicono i bene informati, è aperta. E nel frattempo il sottosegretario marca il «suo» territorio. Edoardo Sassi An Umberto Croppi, assessore alla Cultura del Comune di Roma FI Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali