Regione in bilico La mediazione di Migliavacca, inviato da Roma, non basta al governatore Spiragli dal Prc ma i democratici restano divisi. Urne vicine Tra le condizioni fissate dal governatore, la legge finanziaria: Soru la vuole blindata o quasi, con pochissimi emendamenti Renato Soru ha chiesto una «svolta vera» e la maggioranza di centrosinistra si affanna in un ultimo tentativo per evitare le elezioni anticipate: la soluzione potrebbe essere un ordine del giorno, con i punti di un programma minimo di fine legislatura. Soru vuole che ritorni in aula le legge urbanistica e che venga approvata così come lui l'aveva proposta: in pratica un via libera alla giunta sul piano regionale paesaggistico. E ancora: provvedimenti per giovani e formazione professionale. Infine, un segnale chiaro contro la «casta»: azzeramento delle indennità aggiuntive dei consiglieri regionali e contenimento del loro numero in 80. C'è un altro scoglio: la legge finanziaria. Soru la vuole blindata o quasi: pochissimi emendamenti, da concordare in queste ore. Ma il tempo stringe e se nella maggioranza di centrosinistra sembra aprirsi qualche spiraglio («Ci sono le condizioni per completare il programma» ha detto Luciano Uras di Rifondazione dopo un incontro fra governatore e i capigruppo del centro sinistra), c'è anche l'eventualità che una trattativa a oltranza sposti la decisione di Soru di ritirare o confermare le dimissioni addirittura al giorno di Natale. Proprio il 25 dicembre scade infatti il termine entro il quale le dimissioni possono essere ritirate; ieri era previsto l'inizio del dibattito ma il Consiglio regionale ha esaminato l'esercizio provvisorio. Teoricamente c'è un solo giorno utile, oggi. Se si andrà subito al voto come sollecita il centrodestra le date più probabili sono il 15 o il 22 febbraio. I problemi sono soprattutto nel Partito democratico, spaccato a metà. Il presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu (dell'area che contrasta Soru) ha affermato che la sua componente «ha fatto tutto ciò che doveva fare per favorire un accordo, accogliendo le richieste di Migliavacca». Maurizio Migliavacca, responsabile campagne elettorali del Pd, era stato inviato da Veltroni per sondare la possibilità di un'intesa. Che Spissu così sintetizza: «Soru candidato presidente del Pd, gestione del partito che rappresenti tutte le componenti, sospensione della legge urbanistica, approvazione subito della Finanziaria». Ma Soru non ha digerito lo schiaffo dei 24 voti contrari (tutti centrosinistra), ha puntato i piedi, vuole anche l'approvazione della legge urbanistica. E nella notte è cominciato il gioco del cerino acceso; rottura sempre più probabile, ma nessuno vuole fare il primo passo. In campo Renato Soru ha tempo fino a Natale per ritirare le proprie dimissioni A. Pi.
CAGLIARI Sardegna, Soru sfida il Pd: sì alla legge urbanistica e resto
Il governatore Renato Soru ha inviato una mediazione da Roma per risolvere le crisi interne al centro sinistra. La mediazione non è stata sufficiente per convincere il governatore a ritirare le sue dimissioni. I democratici restano divisi, con il presidente del Consiglio regionale Giacomo Spissu che ha affermato di aver fatto tutto ciò che doveva fare per favorire un accordo. Soru ha puntato i piedi e vuole anche l'approvazione della legge urbanistica. La legge finanziaria è un altro scoglio, con Soru che vuole blindata o quasi. La decisione di Soru di ritirare o confermare le dimissioni è stata spostata al giorno di Natale.
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