«Si cerca di sollevare un polverone sulla Procura, di intimorire i magistrati, ma l'inchiesta sugli appalti del Comune resterà a Napoli»: così il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore spiega le parole del colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco. Sabato, durante un interrogatorio, l'ufficiale aveva sostenuto che «Lepore gli «segnalò un parente di un autista della Procura per farlo assumere da Romeo ». Secondo il procuratore sarebbe in atto un tentativo di trasferire l'inchiesta su Global Service a Roma: «Non credo sia un episodio singolo quello di ieri (sabato, ndr). Qualcosa si sta muovendo per intimorirci, ma non ci riusciranno. L'ufficio è coeso e andremo avanti». Anche nella Capitale tiene banco l'inchiesta. «Gestire le strade di Roma è come gestire un acquedotto. Non si può fare una gara per ogni buca». Non è una difesa d'ufficio, ma nel merito, quella che i due ex assessori di Walter Veltroni, Marco Causi (Bilancio) e Giancarlo D'Alessandro (Lavori pubblici) fanno del maxiappalto per la manutenzione delle strade, vinto dalla Romeo (con Vianini e Consorzio strade sicure), oggi disdetto da Gianni Alemanno. Gli affari romani di Alfredo Romeo, l'avvocato che definiva il Campidoglio «la mia fidanzata» e che nella capitale aveva anche la gestione di trentamila alloggi comunali, sono esaminati con una diversa prospettiva dai due ex assessori. «Difendo a spada tratta la scelta dell'affidamento al servizio pubblico della manutenzione stradale invece di appalti spezzettati attacca Marco Causi . È come un acquedotto, assurdo fare un appalto ogni volta che c'è un problema». Pentimenti? «Forse potevamo dividere la città in due, ma sempre con un servizio integrato», risponde l'ex assessore al Bilancio. Niente da ridire neppure sulla gestione degli immobili? Macché. «Per il mio versante, la riscossione degli affitti, nel corso del tempo c'è stato un miglioramento Marco Causi ». Giancarlo D'Alessandro È stata una gara europea quella per la concessione? «Si scelse una procedura che si chiamava "asta pubblica" con l'aggiudicazione all'offerta economicamente più vantaggiosa risponde Giancarlo D'Alessandro assolutamente aperta a tutti, anche all'estero. E per giudicare le offerte mettemmo in piedi una commissione assai autorevole». I ricorsi? «Sono stati su "cavilli" sostiene D'Alessandro , pur avendo accesso a tutti gli atti nessuno ha mai contestato i punteggi attribuiti dalla commissione». Cosa che non evitò un lungo seguito di cause giudiziarie, aperte dalla terza arrivata, la Manital: due ricorsi al Tar, che nell'aprile del 2007 annullò l'aggiudicazione, e poi la sentenza del Consiglio di Stato che resuscitò il maxiappalto nel novembre del 2007. Perché non fermarsi al primo stop? «Perché l'Avvocatura comunale non ha ritenuto convincente la decisione del Tar risponde D'Alessandro . E il ricorso al Consiglio di Stato fu condiviso da tutta la giunta. Non è stata una scelta politica: hanno prevalso gli indirizzi dell'Avvocatura ». Mai conosciuto Alfredo Romeo? «Mai», risponde Marco Causi. «L'ho conosciuto per il mio compito istituzionale », dice Giancarlo D'Alessandro. Nei prossimi giorni i giudici napoletani potrebbero sentire per alcuni chiarimenti il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Lilli Garrone Procuratore GiovandomenicoLepore ( FuscoAnsa)
ROMA URABNISTICA: L'appalto per le strade. Roma, la difesa degli ex assessori: la gara fu regolare
Il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore ha affermato che il colonnello della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco ha sostenuto che Lepore gli avesse segnalato un parente di un autista della Procura per farlo assumere da Romeo. Lepore ha affermato che questo sarebbe un tentativo di trasferire l'inchiesta sugli appalti del Comune a Roma. Ha anche affermato che l'inchiesta continuerà a Napoli e che non ci saranno problemi.
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