Centro storico Gli operai staccano «Rossopomodoro» Corsetti: messaggio chiaro per tutti Rimossa l'insegna del ristorante-pizzeria «Rossopomodoro» a largo di Torre Argentina. Era abusiva Una lettera alla volta, ieri mattina, è stata eliminato il «Rossopomodoro» di largo Argentina. L'insegna del ristorante- pizzeria napoletana («Anema e cozze» tra i piatti forti) era montata abusivamente sulla facciata storica di un palazzo, proprio fronte agli scavi. Cinque faretti, irregolarmente posizionati fuori dalle volte, illuminavano adeguatamente il tutto. Due ore di lavoro con un paio d'operai (muniti di casco di protezione per una volta) sul ponteggio e, non meno di una dozzina di funzionari della pubblica amministrazione, tra vigili, dipendenti municipali, assessori e rappresentanze varie. Eppure, quando alle undici viene smantellata l'ultima vocale, siamo alla fine di un percorso irregolare della durata di circa tre anni. Un caso additato dalle associazioni del centro storico come esempio di libera interpretazione della delibera 260. Era l'estate scorsa quando, in municipio, fu bandita la gara per individuare la ditta di rimozioni. E non si sarebbe potuto fare se, in precedenza (marzo), non fosse stata stanziata in bilancio l'adeguata copertura: «Una somma che ora ci permette di realizzare gli interventi necessari » dice il presidente del I municipio Orlando Corsetti, preferendo guardare al futuro. E ancora: era gennaio 2008, quasi un anno fa, quando alla società fu notificata la multa, contestata nel corso del 2007, grazie a ispezioni avviate, molto probabilmente, l'anno prima. Corsetti confida ora che la rimozione su sito archeologico inneschi il ciclo virtuoso: «Perseguiremo ogni altra irregolarità» dice Corsetti, spolverando, comunque, intanto anche la carota dell'efficienza: «Abbiamo gli strumenti per garantire più rapidità, malgrado la seria carenza di personale. Se poi gli operatori si accordassero per presentare progetti conformi per noi sarebbe molto semplice. È ciò che speriamo ». Regole Gli operai al lavoro mentre smontano l'insegna abusiva del locale «Rossopomodoro» Ilaria Sacchettoni