Ne sono sicuri i rappresentanti delle guide e dei custodi che hanno annunciato di rinunciare al lavoro nelle giornate festive se non dovesse essere stabilito un compenso. Intanto, la Cisl, l'Unsa e la Rsu-Cisl, come gesto di apertura verso l'amministrazione e per non creare ulteriori disagi ai visitatori, da oggi hanno sospeso le assemblee annunciate fino al 28 dicembre. «Fino ad oggi - sottolinea Antonio Pepe, responsabile della Rsu-Cisl - sia il ministero che la Regione non hanno convocato il tavolo di trattative con i sindacati per la sigla dell'accordo che, da circa vent'anni, garantisce l'apertura festiva del sito pompeiano il 25 dicembre e il primo gennaio. Solo un miracolo dell'ultimo minuto - auspica Pepe - potrebbe scongiurare la chiusura che, per il gettito delle entrate, corrisponde ad una grossa perdita per l'ente. Siamo, però, ben oltre i tempi tecnici necessari per istituire un'intesa. La chiusura degli Scavi a Natale e Capodanno è un segnale palese di una sconfitta per la perdita dell'autonomia della soprintendenza di Pompei e per l'accorpamento con quella di Napoli». I sindacati, però, avvertono: «Se non c'è rispetto degli accordi, dopo le festività proclameremo lo sciopero generale con la conseguente chiusura delle aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia e Oplonti». La Cisl, l'Unsa e la Rsu-Cisl chiedono il rispetto degli accordi del 21 settembre 2001, del 31 marzo e del 26 giugno 2008, con i quali, la soprintendenza, si impegnava al pagamento del fondo di produttività aziendale. Tali sigle sindacali ribadiscono che «i lavoratori dell'ex soprintendenza di Pompei sono gli unici protagonisti del ministero a partecipare da venti anni al rilancio e alla valorizzazione dei beni culturali nel contesto nazionale». «Basti ricordare - spiega Antonio Pepe - che i siti archeologici di Pompei ed Ercolano da un ventennio rimango aperti 365 giorni l'anno senza effettuare la chiusura settimanale del lunedì, confermandosi primi per incassi e numero di visitatori anche nei confronti di aziende e musei privati. Infatti, concordando l'abolizione della chiusura settimanale dei siti archeologici pompeiani l'amministrazione ha ottenuto, dal 21 settembre 2001 al 31 marzo 2008, un incremento degli introiti stimabile in circa ventidue milioni di euro». Le aree archeologiche di Pompei ed Ercolano sono visitabili 310 giorni (apertura ordinaria), 52 lunedì e nei 3 giorni di Natale, Capodanno e Primo Maggio (aperture straordinarie) oltre a 30 giorni (somma dalle ore di prolungamento di un'ora per ogni apertura), arrivando così a 395 giorni di apertura l'anno nonostante di giorni un anno ne conti 365. «In alternativa a quanto richiesto - conclude Pepe - Pompei adotterà, come in tutti gli istituti del ministero, la chiusura settimanale del lunedì».
CAMPANIA - chiusura dei siti pe ri giorni festivi
I rappresentanti delle guide e dei custodi di Pompei hanno annunciato di rinunciare al lavoro nelle giornate festive se non dovesse essere stabilito un compenso. La Cisl, l'Unsa e la Rsu-Cisl hanno sospeso le assemblee annunciate fino al 28 dicembre. I sindacati chiedono il rispetto degli accordi del 2001, del 2008 e di altri accordi per il pagamento del fondo di produttività aziendale. Se non ci sarà rispetto, i sindacati proclameranno lo sciopero generale con la conseguente chiusura delle aree archeologiche. I sindacati ribadiscono che i lavoratori dell'ex soprintendenza di Pompei sono gli unici protagonisti del ministero a partecipare al rilancio e alla valorizzazione dei beni culturali.
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