«Magnifico», «Dopo il Ducale sicuramente il più stupefacente palazzo venziano», «Un nuovo grande museo per la città». Sono solo alcune delle dichiarazioni nel giorno dellinaugurazione di palazzo Grimani dopo 25 anni di restauri per recuprare un vero e proprio gioiello architettonico. Ma il rischio è che a visitarlo possano essere in pochi: per ora è possibile ammirarlo solo con visite guidate (soltanto tre al giorno); anche lorario di apertura al pubblico è limitato, dalle 9,30 alle 15,30, quando tutti gli altri musei statali aprono unora prima e chiudono poco dopo le 19. Non solo: se tra i dipendenti del Polo museale veneziano, fossero in molti ad accogliere linvito a presentarsi volontari per essere trasferiti al Grimani, il rischio sarebbe la chiusura di altri musei veneziani o di alcune loro sale, come accade ora quando ferie e malattie improvvise del personale lo impongono. Tutto questo accade a causa delle carenze di organico, non cè il personale per controllare tutti i locali e per tenere aperto il Grimani lintera giornata. Del resto gli stessi soprintendenti veneziani non solo quelli che gestiscono musei - se ne lamentano da tempo e i rappresentanti dei lavoratori con le organizzazioni sindacali lo hanno denunciato con forza. Lappello di sabato, durante linaugurazione di palazzo Grimani, del sindaco Massimo Cacciari, che ha ribadito: «Bisogna farlo visitare», cade dunque su una triste realtà. «In definitiva sostiene Edoardo Radolovich della Uil - si aprono nuove strutture, ma non cè personale per garantire lapertura, la vigilanza e ovviamente la sicurezza. Il ministro Sandro Bondi dovrebbe sapere che le strutture museali statali a Venezia riescono a malapena ad aprire a causa della grave carenza di organico e che la soprintendente Giovanna Nepi Scirè dovrà ricorrere ad esterni per poter far visitare il nuovo museo». Articolata la dichiarazione di Nicola Lombardi della Cgil funzione pubblica. «Nonostante la scopertura per quanto riguarda le piante organiche - spiega - e nonostante la legge introdotta dal ministro Brunetta, che le taglia di un altro 10 per cento, abbiamo ritenuto che era necessario fare ogni sforzo per aprire il nuovo museo in modo da rispondere ai detrattori del lavoro pubblico e dello stato sociale e da dimostrare con proposte concrete come le istituzioni pubbliche abbiano le carte in regola, a cominciare dalla professionalità, per garantire servizi di qualità anche sul piano della promozione culturale». Aggiunge che per questi giorni lapertura è garantita dal pesonale delle cooperative e che dal 12 gennaio scatterà il progetto locale, sulla base di un accordo firmato il 17 dicembre scorso, al quale parteciperanno su base volontaria i dipendenti del ministero. Per ora, comunque, si sono offerti in tre, che naturalmente non sono sufficienti, ma la speranza è che si facciano vivi molti altri, soprattutto tra gli ex assistenti tecnici museli che hanno un contratto al 50 per cento e che potranno raddoppiare le ore da 18 a 36 e naturalmente lo stipendio. «Tutto ciò fermo restando la necessità che il ministro ripristini quanto prima le dotazioni organiche di musei e soprintendenze».