La miscela della crisi economica e delle difficoltà dellAmministrazione comunale (causa inchieste giudiziarie e mancanza di compattezza politica) rischia di diventare una minaccia per il futuro di Firenze. Lallarme arriva dalla Confindustria locale, il cui presidente, Giovanni Gentile, usa parole chiare: «La città ha bisogno di essere governata, soprattutto in un momento come questo - dice -. E giusto che la magistratuta faccia il proprio lavoro, ma la classe politica deve dare prova di maturità e concludere entro la legislatura i programmi avviati: mica si può bloccare tutto fino al voto di giugno». Al primo posto, tra le cose da fare, cè il Piano strutturale di Firenze rimasto impantanato per le vicende legate allinchiesta sullarea urbanistica di Castello e al conseguente sbandamento del governo cittadino (tra assessori indagati e dimissionari). «Non approvare il Piano avrebbe esiti disastrosi- spiega Gentile-basti dire che senza il regolamento urbanistico conseguente al Piano salta anche il nuovo. auditorium del Maggio musicale, la cui prima pietra doveva essere già posata e che è interamente finanziato. Le imprese e i cittadini hanno bisogno di certezze - aggiunge - e i politici hanno il dovere di darle». Nel terzo trimestre dellanno, leconomia fiorentina ha registrato una flessione de13 della produzione industriale e del 3,2 in termini di fatturato. Lexport, nei nove mesi, è calato del 2,2 per cento. In controtendenza il settore meccanico (1,6 i ricavi) e quello chimico (4,8). Tiene il comparto della pelle e del cuoio, allinterno di un settore moda ancora insofferenza E continua a crescere loccupazione (2,2). «Mai dati del quarto trimestre, purtroppo, sono in peggioramento», commenta Gentile. Il presidente di Confindustria Firenze punta su due obiettiviper il 2009. ottenere una legge speciale per il capoluogo toscano, al pari di Roma e Venezia: e far decollare il progetto di un appuntamento internazionale dedicato ai beni culturali, da tenere a Firenze annualmente, o ogni due anni. «La legge speciale è un atto dovuto alla città, sul quale,avevamo avuto diversiìmpegt ali- vello di Governo nazionale-dice-. Il Forum, che personalmente ho proposto alcuni mesi fa definendolo una sorta di Davos dei beni culturali, ha ricevuto un coro di consensi a cominciare da quello del ministro Sandro Bondi». Confindustria Firenze ha incaricato lo studio Ambrosetti di mettere a punto uno studio strategico per realizzare gli stati generali dei beni culturali a partire dal 2009. Sulla sede dellevento, però, nel frattempo sono sorte complicazioni: Bondi, infatti, sembrerebbe preferire altre localizzazioni (si parla di Monza). «Conosco la sensibilità del ministro e il suo attaccamento allarea fiorentina - conclude Gentile - sono sicuro che si arriverà a unintesa ragionevole. Questo progetto rappresenta un tassello del rilancio della città».