Il tentativo da parte del sindaco di Venezia Cacciari di far nascere bagarre e polemica attorno ai fondi della Legge Speciale purtroppo conferma quanto avevamo già sospettato: lassoluta volontà di strumentalizzazione partitica che si celava dietro la mancata dichiarazione di stato di calamità naturale dopo lalluvione causata dalla quarta più grande acqua alta della storia, quella che ha funestato la città di S. Marco e le isole della Laguna lo scorso 1 dicembre. Anche loccasione dellinaugurazione (finalmente!) dello splendido Palazzo Grimani è stata sfruttata cinicamente da Cacciari per cercare di mettere zizzania fra i ministri Bondi e Brunetta, con il chiaro obiettivo di cercare in tutti i modi di rallentare la realizzazione del MoSE, chiedendo di stornare da quel capitolo (che invece il Governo ha ormai obbligatoriamente la necessità di non toccare) fondi che potrebberotranquillamente essere reperiti da altri capitoli di spesa. E qui il discorso non può non tornare su quella immane e sciagurata marea di sperperi dei fondi della Legge Speciale che fino ad oggi ed ancora ora il Comune di Venezia ha perpetrato e continua a progettare. Infatti con la Legge Speciale le amministrazioni di centro-sinistra hanno finanziato tutta una serie di opere e di iniziative assolutamente non in grado di rispondere a quelle che erano invece le primarie esigenze per la salvaguardia fisica e sociale veneziana: puntando a realizzare, invece di appartamenti ristrutturati per i cittadini e di interventi a difesa della micro-economia veneziana, il Ponte di Calatrava (costato più della ristrutturazione di Palazzo Grimani!) o il bocciodromo di Sacca Fisola, che non ha mai visto una boccia rotolare al suo interno. In realtà è tutta la politica di Bilancio, volutamente "drogato", tenuta negli anni dal centrosinistra a Venezia da mettere sul banco degli accusati: senza uno straccio di piano strategico alto e credibile, a spizzichi e bocconi, si è scientemente sperperato tutto quello che lo Stato ha messo a disposizione in più per Venezia, con il Casinò e con la Legge Speciale. Si è infatti usato il flusso di danari della legislazione speciale per le opere ordinarie di lavori pubblici a Venezia e nella Laguna, destinando così anche i fondi ordinari che dovevano servire per Venezia e Laguna ai lavori pubblici per Mestre e la Terraferma (con esiti fra laltro molto discutibili, vista limponenza dei fondi utilizzati) e non pianificando nessuna speciale azione per la salvaguardia complessiva veneziana (risultato? la distruzione del tessuto sociale e residenziale cittadino, con Venezia massacrata dallesodo dei suoi cittadini e trasformata in una Gardaland di serie B, senza programmazione e gestione alcuna dei turismo, né in termini di accessi, né in terminì di servizi). Con il Casinò, poi, si è pensato di far finta di dare rìsposte sociali, garantendo invece, sotto un nobile manto nominalistico, in pratica nientaltro che il finanziamento di molti progetti ed attività per nulla indispensabili e prioritari, magari gestiti da associazioni e cooperative privilegiate, oppure assicurando la sponsorizzazione ad una miriade di soggetti ed eventi (e fa bene allora Brunetta a chiedere se non potessero essere state altre le priorità dutilizzo per i fondi ottenuti attraverso il Casinò!). Non solo, a ciò si aggiunga la politica di svendita e cartolarizzazione di alcuni dei gioielli di famiglia, che ha portato danaro fresco da bruciare per pagare spese correnti, come gli interessi altissimi di alcune sballate operazioni finanziarie. Ecco allora che, alla vigilia dellincontro con le vittime dellacqua alta del 1 dicembre, non può non puzzare di bruciato la mossa di Cacciaci, che cerca di agitare spettri contro Governo di centrodestra che si rivelerebbe tirchio con Venezia, dopo però che lui come Sindaco non ha chiesto stanziamenti straordinari, ma ora pretende di trovare fondi togliendoli dal MoSE, non solo per i danni dellacqua alta e delle alluvioni mestrine, ma anche per le necessità culturali veneziane; senza però neppure pensare di mutare di una virgola la sua politica comunale di sperperi sul fronte delle politiche pseudo-sociali, , né tanto meno la prassi di contributi a pioggia del Casinò (caricato anche dellonere gestionale del carrozzone della Venezia Marketing Eventi), e passando sotto silenzio il buco creato agli uffici del settore cultura del Comune causato dallaver "regalato" alla Nuova Fondazione Musei Civici la gestione privatistica dei beni monumentali demaniali concessi dallo Stato al Comune.
VENEZIA - Legge speciale e i fondi per Venezia
Il sindaco di Venezia, Cacciari, ha cercato di creare polemiche attorno ai fondi della Legge Speciale per Venezia, affermando che il Governo di centrodestra ha finanziato opere non necessarie. Cacciari ha chiesto di stornare fondi per il MoSE per finanziare opere culturali e sociali a Venezia. Tuttavia, il Comune di Venezia ha speso fondi della Legge Speciale per opere ordinarie di lavori pubblici a Mestre e la Terraferma, senza pianificare azioni per la salvaguardia complessiva di Venezia. Il Casinò è stato utilizzato per finanziare progetti non prioritari, e il Comune ha venduto e cartolarizzato beni demaniali per finanziare spese correnti.
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