Lobiettivo del Comune è il lo per cento dei fondi che il Cipe qualche giorno fa ha stanziato per il Mose. Ossia ottanta milioni sugli ottocento dati per la maxiopera. Numeri facili da calcolare, più difficili da ottenere. Anche se stavolta, almeno lottimismo della vigilia, quello sembra esserci. Oggi, due giorni a Natale, è il giorno del Comitatone. E ieri, in Consiglio, è arrivata anche la mozione con cui maggioranza e opposizione (unico no quello di Bonzio, Prc) sostengono il sindaco nella «missione» romana e chiedono garanzie economiche per la città oltre che per la conclusionedel Mose nei tempio previsti. «Questa mozione mi serve ha risposto Cacciari ringraziando il Consiglio - anche se non sarà facile. La mia è una posizione realistica». Ma il viaggio della speranza per la salvaguardia della città che oggi il sindaco farà assieme al suo vice (con deleghe per la Legge Speciale) Michele Vianello, ha forse qualche speranza in più di tornare con risultati diversi da quelli delle ultime stagioni nelle quali lattenzione per la salvaguardia di Venezia non ha conosciuto certo picchi elevati. «Le possibilità di intesa ci sono» aveva detto qualche giorno fa il capo di gabinetto del sindaco Maurizio Calligaro, e le sensazioni sono ancora le stesse nella tarda serata di ieri. Le ultime telefonate fatte da Ca Farsetti verso i palazzi romani ieri pomeriggio sembrano andare in questa direzione anche se nessuno se la sente di sbilanciarsi. «Vedremo, vedremo, non sono nella condizione di dire nulla ha detto Vianello - noi ci saremo e porteremo al governo le nostre richieste per una città sempre più in difficoltà. Lobiettivo è quello di ottenere il io per cento dei fondi stanziati per il Mose. Se poi ce li daranno, quello non possiamo saperlo in questo momento». Per convincere il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che nel pomeriggio presiederà lassemblea con il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, Sandro Bondi (Cultura), Mariastella Gelmini (Ricerca), Stefania Prestigiacomo (Ambiente) e il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, il Comune di Venezia ha deciso di portare a Roma anche un video realizzato da Michela Scibilia per Insula. Un video nel quale vengono riprese alcune tra le più importanti «emergenze» della città: rive che crollano, muri che cedono, masegni che sprofondano. Se la richiesta per arginare questi pericoli il Comune lha fatta ed è, come detto, di 8o milioni di euro, sul «come» eventualmente reperire questi fondi, be, quello è notoriamente una questione esclusiva del Governo. «A noi non interessa da dove spuntano i soldi» dicono in coro a Ca Farsetti, «sia uno storno dai finanziamenti per il Mose o il rifinanziamento della Legge Speciale, ha in fondo poca importanza» aggiunge Calligaro. Da Roma su questo punto sono intervenuti sia il ministro Brunetta («i soldi del Mose servano solo per il Mose») che Bondi («la città verrà finanziata con almeno 24 milioni»). Dal Veneto la voce più severa è quella del governatore Galan (anche lui presente oggi): «Basta assistenzialismo per Venezia». Una chiusura che gelerebbe buona parte dellottimismo veneziano. Anche se pare che le ultime telefonate romane fatte ieri sera da Cacciari abbiano preso le distanze dalle parole di Galan.