Conosco il "Crocifisso" da quando, nel 2004, prestito dallantiquario Gallino, fu esposto al Museo Horne di Firenze. Già allora non destò in me alcuna curiosità in merito allaltisonante "Proposta per Michelangelo giovane - Un Crocefisso in legno di tiglio; per quando sostenuta da autorevoli studiosi. Al di là delle sgrammaticature formali inconcepibili per Buonarroti, in ogni momento della sua esistenza, la lacuna maggiore concerne la totale assenza di riferimenti documentari e, quindi, filologici. Vale a dire verificabili. Una scultura di Michelangelo, anche minuscola, non sarebbe sfuggita alle fonti biografiche che si sono occupate di lui e della sua opera. Accettiamo quindi che, al di là di ogni documento, lunico valido sia lopera. Ma è proprio qui che il buco nero si riempie di unimmagine che con Michelangelo non ha nulla a che vedere! Non cè alcun riflesso, come parrebbe plausibile a una datazione precoce, di quel Bertoldo di Giovanni (a sua volta allievo di Donatello) che fu il suo maestro. Viceversa, il volto mostra esplicita una somatica del tardo umanesimo e la struttura anatomica presenta disparità improponibili: il torace è troppo stretto rispetto al volume delle cosce, al cui confronto sono troppo ridotti i polpacci e i piedi stessi. Per una scultura che doveva essere osservata a distanza ravvicinata o in cima a una croce da pregadio privato, lerrore è sconcertante! Nessun rapporto con quel capolavoro, un misto di forza e gentilezza, che è il "Crocifisso di Santo Spirito". Per la sculturina, oggetto delle presenti note, penso che lautore debba essere ricercato tra i membri di quella voga accademica non ancora partecipe del tragico espressionismo velato di malinconia che è peculiare di Michelangelo e che rinvia a Benedetto da Majano e, ancor più, a Baccio da Montelupo. Proprio questultimo copriva le cosce eccedenti dei suoi "crocefissi" con un panno intriso di gesso, qui assente, col quale attenuava lirregolarità. Come concludere? Che è spropositata la cifra pagata per lacquisto, 3 milioni e 250 mila euro. Lopera già a 300 mila euro sarebbe stata strapagata.
ROMA - Ma la sculturina non è di Buonarroti
Il "Crocifisso" è una scultura in legno di tiglio che è stata esposta al Museo Horne di Firenze. È stata data in prestito all'antiquario Gallino nel 2004. L'autore della scultura è sconosciuto e non ci sono documenti che la confermino come opera di Michelangelo. La scultura presenta caratteristiche che non sono tipiche di Michelangelo, come una somatica del tardo umanesimo e una struttura anatomica non corretta. Si pensa che l'autore possa essere un artista della voga accademica, come Benedetto da Majano o Baccio da Montelupo, che utilizzavano tecniche e stili diversi da quelli di Michelangelo.
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