FONDAZIONE ARENA. Il Consiglio boccia il ripristino del milione extra. Tosi: «Ma Galan ci darà un segnale positivo» Natale amaro per la Fondazione Arena. Nonostante il sindaco Flavio Tosi, presidente della Fondazione lirica, ricordi in sede di bilancio che «riusciremo a portare in pareggio la gestione del 2008, se non addirittura in attivo, dopo la gestione negativa degli anni precedenti». Il Consiglio regionale, discutendo il bilancio 2009, ha bocciato la richiesta del centrosinistra di ripristinare i fondi straordinari di due milioni per le due fondazioni liriche Arena di Verona e Fenice di Venezia un milione l'una previsti ogni anno in legge finanziaria. «Sono però convinto che il presidente Galan ha a cuore la Fondazione Arena e riuscirà a dare un segnale positivo a suo sostegno», spiega il sindaco-presidente. A favore del ripristino del fondo di due milioni si erano spesi Pietrangelo Pettenò (Rifondazione comunista), Nicola Atalmi (Pdci), Gianfranco Bettin (Verdi) e in particolare il consigliere regionale veronese Gustavo Franchetto, dell'Italia dei valori, che ha rilanciato chiedendo alla Regione di portare a 2,5 milioni il contributo a fondo perduto a favore delle due fondazioni liriche. «L'azzeramento del contributo straordinario a due enti di primaria valenza culturale, che richiamano centinaia di migliaia di presenze turistiche in Veneto», ha spiegato in aula Franchetto, «appare una scelta scandalosa a fronte dei 49 milioni che la Regione intende spendere nel 2009 per la promozione turistica aumentando da 15 a oltre 17 milioni i fondi regionali per manifestazioni, fiere, dépliants e consorzi». Di parere opposto, invece, Remo Sernagiotto Forza Italia, Piergiorgio Cortelazzo di Alleanza Nazionale, Nereo Laroni del Nuovo Psi, Diego Cancian (Forum dei veneti) e Mariangelo Foggiato (Progetto Nordest) che, pur riconoscendo il ruolo culturale dei due enti lirici, hanno sostenuto l'opportunità di congelare per ora i fondi straordinari ad Arena e Fenice, in attesa di un piano di risanamento, razionalizzazione e coordinamento dei due enti. Un piano, peraltro, ha anticipato il consigliere di Forza Italia Tiziano Zigiotto replicando a Franchetto, «al quale sta lavorando di persona il presidente Galan, d'intesa con gli istituti di credito veneti, e che sarà reso noto a breve e sarà sicuramente in grado di risanare e rilanciare due gioielli della cultura veneta». Sul fronte culturale, citando ieri in municipio i risultati amministrativi dell'anno che si sta chiudendo, Tosi sottolineva come «nel corso dell'anno siamo riusciti a fare aumentare le serate extraliriche, con 140mila spettatori in più ed è stato raggiunto un incremento di oltre il 50 per cento del numero degli spettatori del Festival shakespeariano». La Fondazione lirica scaligera è tutt'ora guidata dal commissario straordinario Salvatore Nastasi, primo dirigente del ministero dei beni e delle attività culturali del ministro Sandro Bondi. Il periodo di 60 giorni previsto per il commissariamento è però già scaduto. Quanto proseguirà? «Il Comune ha conferito nel patrimonio della Fondazione un capannone in via Gelmetto», risponde Tosi, «che sarà patrimonializzato con parte dell'Arsenale, di cui è stato completato il rogito, il che andrà ad aumentare appunto il patrimonio della Fondazione. Quest'ultima operazione dev'essere completata e quindi attendiamo la conclusione». Quanto alla nomina del direttore artistico, il presidente spiega che «di norma dev'essere proposto dal Sovrintendente e nominato dal Consiglio di amministrazione, che ora non c'è e quindi toccherà al commissario Nastasi».E.G.