Stop ai mezzi privati. Una battaglia iniziata tanti anni fa Le denunce su Repubblica poi il servizio di "Striscia" sulla sosta selvaggia La questione è vecchia di anni. Tanto che, a spulciare larchivio di Repubblica-Bari, sulle auto parcheggiate allinterno del Castello svevo, si ritrovano gli interventi dei soprintendenti dal 2003 ad oggi, da Gianmarco Jacobitti ad Ugo Soragni fino allattuale titolare dei Beni culturali in Puglia, Ruggiero Martines. Storia vecchia ma che la tv - nella fattispecie "Striscia la notizia" - ha portato alla ribalta e soprattutto allattenzione di Sandro Bondi. Il ministro dei Beni culturali - come si legge in una nota diffusa da via del Collegio Romano - "si è prontamente attivato presso gli uffici della Direzione regionale della Puglia, che ha disposto il divieto dingresso alle auto private". «Il ministro Bondi mi ha telefonato personalmente - racconta larchitetto Martines - raccomandandomi caldamente di ovviare alla situazione. Gli ho risposto che in realtà, insieme ad Attilio Maurano soprintendente ai Beni ambientali e architettonici competente anche sul Castello svevo, ci eravamo già attivati per risolvere la questione. Da un paio di giorni cè un ordine scritto operativo per vietare il parcheggio nel cortile del maniero e in una settimana al massimo tutte le auto saranno sgomberate, comprese quelle dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico che ha sede al castello». I mezzi dei militari verranno parcheggiati allinterno del posteggio nel complesso di Santa Chiara. Ma con tutte le cautele dobbligo, perché dentro quei furgoni militari, come nelle auto civetta e nelle macchine targate, spesso ci sono pezzi darte, oggetti antichi, reperti ritrovati o sequestrati, che certo non possono rimanere in balìa del primo malintenzionato di passaggio. A parte i mezzi dei carabinieri, allinterno del cortile altre macchine hanno finora trovato parcheggio, sia pure defilate rispetto al percorso riservato ai visitatori. Nessun privilegio di casta, assicura il direttore regionale dei Beni culturali, semplicemente esigenze di servizio. «Cominciamo a chiarire che si tratta di una decina di auto in totale, oltre a quelle dei militari. Alcune appartengono ad impiegati disabili, altre sono di funzionari della Soprintendenza. In pratica, si tratta di auto di servizio, anche se private. I tagli ai Beni culturali hanno prodotto anche questo effetto - commenta amaramente Martines - perché quelle macchine vengono usate per i sopralluoghi e per le diverse esigenze del lavoro della Soprintendenza». Il caso oggi sembra definitivamente risolto. Ma larchitetto Martines tiene a precisare che la questione del parcheggio allinterno del castello è stata per anni allordine del giorno dei dirigenti. «Sia il soprintendente Maurano che io stesso abbiamo preso provvedimenti a più riprese per risolvere la questione. Ci siamo limitati però a fare opera di convinzione, a suggerire di evitare il comodo posteggio, ad "invitare" il personale, senza emettere provvedimenti tassativi. Questa scelta non è stata premiata, il consiglio non è stato completamente recepito ed ecco che si è reso necessario lordine scritto operativo». Castello liberato dalle macchine, dunque, ma - rileva il direttore regionale - "teniamo presente che quelle auto sono state finora parcheggiate in unarea del cantiere, attualmente fermo, e non nella zona aperta al pubblico: lerrore è stato quello di non chiudere con un cancello larea dei lavori che è soltanto recintata". «A parte il discorso pratico - conclude Martines - forse però vale la pena rifarsi alla storia. Le auto di oggi non sono altro che le carrozze del secolo scorso o del Settecento e dellOttocento, ma quelle non scandalizzavano di certo. È una questione di sensibilità dellestetica. Di certo, nessuno è così sciocco da pretendere, per capriccio o privilegio, di parcheggiare lauto allinterno di un monumento, che comunque deve essere vissuto come bene fruibile. È stata solo una questione di necessità che adesso abbiamo superato».
BARI - E il ministro ordinò "Niente più vetture nel Castello svevo"
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha ordinato il divieto di ingresso alle auto private nel cortile del Castello svevo a Bari, in seguito alle denunce su Repubblica e al servizio di "Striscia" sulla sosta selvaggia. Larchitetto Ruggiero Martines, titolare dei Beni culturali in Puglia, ha spiegato che la questione era vecchia di anni e che il direttore regionale dei Beni culturali si è attivato per risolvere la questione. Martines ha spiegato che le auto private non sono state mai state ammesse nel cortile del castello, ma che il problema era quello di non aver emesso provvedimenti tassativi per evitare il comodo posteggio.
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