«Quest' anno, per la prima volta, al Miaao si spaccia persino la pittura. Bisogna darsi un po' da fare, non c' è una lira per la cultura». E' lo slogan che invita ad acquistare le opere d' arte messe in vendita al Museo internazionale di arti applicate oggi, per fare fronte alla crisi e ai tagli. Quadri, grafiche e fotografie esposte fino al 31 dicembre nella mostra Dalle città dell' al di là potranno essere comprate a prezzi contenuti, con tanto di certificazione e senza "valori aggiunti". Qualche esempio? Centocinquanta euro per per una grafica fine art in esemplare unico di Aurélien Police, 300 per una fotografia di sir Simon Mardsen, 1500 per un grande olio su tela storico di Pierre Clayette. L' idea dell' autofinanziamento è del direttore Enzo Biffi Gentili, che intende ricostituire quell' Ufficio vendite attivato per decenni da istituzioni come la Biennale di Venezia, e poi abolito dopo il '68 in nome del "rifiuto del mercato": «Sia ben chiaro, nessuna intenzione di alienare opere della collezione del museo, si tratta di pezzi che provengono da una mostra, quella allestita ancora per qualche giorno qui da noi». Gli artefatti, non disponibili altrove in Italia sul mercato, vanno ad affiancarsi all' oggettistica e al merchandising proposti anche quest' anno nella mostra Xmas Crafts, nella Galleria sottana del complesso di San Filippo. Come le geniali "carabattole" proposte dal gruppo di designer francesi Atypyk, i divertissement dei magneti scarafaggi da cucina a 7 euro, il dispenser di tovaglioli e fazzoletti di carta a forma di cilindro da mago a 17 euro, fino alle borse della giovane stilista Matlama a 70 euro.